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Web, tecnologia e accessibilità

martedì 24 febbraio 2009

Su Facebook i primi malware in salsa web app

Facebook, il celeberrimo social network che sta raggiungendo le vette delle classifiche di qualsiasi cosa, potrebbe passare alla storia anche per essere stato la prima piattaforma a ospitare i primi rudimentali tentativi di malware che proliferino in un sistema interamente basato sul web.

Tanto tempo fa i virus erano degni di questo nome, e svilupparli era una sfida tale che si sarebbe potuta considerare un’arte. Poi arrivò internet e l’esplosione demografica degli internauti, unita ad impiegati annoiati con in mano client di posta con controlli ActiveX. Così per far girare un worm bastava inviarlo via mail e sperare (fiduciosi) che il destinatario la aprisse. Ora siamo (quasi) tutti consapevoli e ben armati contro i malintenzionati e non è più così facile infilare worm e trojan nei pc della gente.

La storia però sembra ricominciare da capo con le applicazioni che girano interamente su web (le cosiddette "web app"). Man mano che le applicazioni e le piattaforme web based si evolvono, diventano sempre più degli ambienti complessi in cui ci muoviamo, comunichiamo, lavoriamo e conserviamo i nostri dati, magari riservati. Con l’aumentare delle possibilità per l’utente, aumentano anche le opportunità per i furbi.

Ma scendiamo nei particolari. Oggi aprendo la home di Facebook mi son ritrovato il menu a tendina delle notifiche stracolmo, con mia somma gioia, aprendolo però ho trovato soltanto dei messaggi ingannevoli.

Quelle visibili sono solo le più recenti di una lunga sfilza di notifiche, tutte dalla stessa applicazione, che invitano a cliccare sul link per leggere il messaggio inviato da uno dei propri contatti.
Ovviamente non c’è nessun messaggio, e l’unica cosa che si ottiene seguendo il link è quella di ritrovarsi l’applicazione installata, che inizierà immediatamente a inviare lo stessa falsa notifica a tutti gli “amici”.

Come era una volta per le email, il veicolo principale di diffusione torna ad essere l’inesperienza, l’ingenuità o la distrazione degli utenti.
Una volta descritto il metodo di diffusione di questa sottospecie prototipale di worm, bisogna chiedersi quali siano i rischi per gli utenti che ne cadono vittime. Fortunatamente per ora sono ben pochi.

Nel caso di Facebook, le applicazioni sviluppate per funzionare all’interno del social network hanno potenzialmente accesso a tutti i dati del nostro profilo (da non confondere con i dati dell’account) e alle nostre attività. Fortunatamente Facebook è un posto destinato alla pubblicazione di materiale: per quanto si desideri restringere i permessi di visualizzazione, nessuno inserisce informazioni confidenziali tra le sue pagine, quindi, tutto sommato, la nostra privacy e la nostra sicurezza sono, per il momento, salve.

E' importante far notare che gli amministratori di Facebook effettuano controlli e fanno sparire nell’oblio queste applicazioni, insieme a tutte le tracce che avevano lasciato nei profili e nelle cronologie delle notifiche.

Per ora non c’è da preoccuparsi dunque, ma questi sono fenomeni che andranno tenuti sempre più sotto osservazione, man mano che le nostre attività informatiche si sposteranno all’interno del browser.

[Fonte: Appunti Digitali]

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domenica 22 febbraio 2009

Siti web pubblici, accessibili solo 5 su 100

Solo il 5-6% dei siti internet degli enti pubblici (dai Comuni alle Regioni, dalle Province al Governo) sono accessibili a ciechi e ipovedenti.

"Ci sono delle leggi europee e internazionali che disciplinano l'accessibilità ai portali - spiega Tommaso Daniele, presidente dell'UIC (Unione Italiana Ciechi) - Norme che sono state recepite in Italia dalla "Legge Stanca", che però non prevede sanzioni". Ma la navigazione su internet è solo uno degli ostacoli con cui si devono confrontare, ogni giorno, 384 mila ciechi e 1 milione 500 mila ipovedenti che vivono nel nostro Paese.

La Giornata nazionale del Braille, lo scorso 21 febbraio è stata l'occasione per fare il punto sulla condizione di ciechi e ipovedenti in Italia. Un'opportunità per promuovere e diffondere l'uso della tecnica creata da Louis Braille, "l'unico sistema di lettura diretto che permette a un cieco di accedere direttamente al mondo della cultura - spiega Tommaso Daniele, cieco dall'età di nove anni - Un sistema che ha cambiato la qualità della vita a milioni di persone in tutto il mondo, anche a chi parla lingue che non sono costruite sull'alfabeto latino. Nemmeno l'informatica, che pure ha offerto nuove opportunità di autonomia, ha superato il Braille".

[Fonte:
NTD Lazio]

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giovedì 19 febbraio 2009

La micro-USB sarà il futuro standard per ricaricare i cellulari

Forse non tutti sanno che da un po' di tempo l’Unione Europea sta cercando di promuovere uno standard universale per ricaricare i cellulari ed ora, con il contributo della GSM Association e delle 17 compagnie che ne fanno parte, sembra che l’adattatore universale sarà disponibile dal 2012.

Incredibilmente non si inventerà un nuovo tipo di connettore, ma si utilizzerà una classica micro-usb; il rovescio della medaglia è che l’implementazione dell’Universal Charging Solution non sarà obbligatorio, anche se la GSM Association confida nel buon senso delle aziende.

Comunque i principali produttori (quali Nokia, Samsung, Motorola, Sony Ericsson, LG ed altri) hanno già dato il loro consenso. Per ora si chiamano fuori dai giochi HTC ed Apple, ma dispongono ancora di qualche anno per ritrovare la retta via…

[Fonte: GadegetBlog]

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mercoledì 11 febbraio 2009

Book Search: Google porta un milione di libri sui cellulari

Dopo Latitude, Google continua a spingere sul terreno del mobile. Questa volta non si tratta di mappe, ma di Book Search, il servizio che mette a disposizione miliardi di libri scannerizzati da Big G insieme centinaia di partner in tutto il mondo.
Google ha annunciato una versione ottimizzata per i dispositivi mobili del servizio. Digitando questo indirizzo http://books.google.com/m nel proprio browser mobile si può accedere a circa 1,5 milioni di opere e leggerle direttamente dal cellulare (per ora è compatibile solo con iPhone e gli smartphone Android).
In questa versione mobile si è preferito mettere a disposizione le opere direttamente in formato testo (piuttosto che come immagini, come avviene sulla versione web): può capitare che la trascrizione sia imperfetta in alcuni punti, ma in cambio si guadagna molto in leggibilità.
In realtà, questo annuncio riguarda solo in minima parte i lettori italiani. Il catalogo di libri consultabili integralmente nella nostra lingua è davvero ridotto: a differenza degli Stati Uniti (dove si possono trovare tutti i classici dell'Ottocento e migliaia di saggi), pochissime istituzioni nostrane hanno messo a disposizione le opere di pubblico dominio. Lo stesso discorso vale per le case editrici: si contano sulle dita di una mano quelle che propongono i propri cataloghi su Google Book ed in ogni caso si trova solo un'anteprima limitata per poi procedere all’acquisto del libro analogico sui vari siti di e-commerce.
C'è già chi prospetta battaglie Google vs. Amazon per il predominio nell’editoria digitale. Ma per ora non c’è partita: stravince Amazon, anche perché la lettura su cellulare non è proprio comodissima. Anzi, per le sue dimensioni ridotte, il display di un telefonino esaspera ancora di più le difficoltà di lettura proprie degli schermi dei computer. Se avete mai provato a leggere un romanzo su iPhone con i tanti applicativi per ebook disponibili, ve ne sarete presto resi conto: meglio la carta!
Per ora, il destino dei libri elettronici resta strettamente legato a quello degli schermi con inchiostro elettronico (e-ink), che garantiscono un’ottima leggibilità, per molti aspetti anche migliore di quella su carta. E questo spiega anche il successo di Kindle di Amazon (di cui presto dovrebbe arrivare la versione 2.0).

[Fonte: NDT Lazio]

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lunedì 9 febbraio 2009

Le pendrive finiscono nel paniere dell'ISTAT

Come molti di voi sapranno il calcolo dell’inflazione annua è effettuata dall'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) che misura l’andamento dei prezzi. Questa valutazione è effettuata su un paniere, cioè su un elenco di beni e servizi ritenuti maggiormente utilizzati nella nazione. Il paniere è come un enorme carrello virtuale e all’interno troviamo i vari prodotti che ci indicano, molto spesso, come cambiano i nostri gusti.

Il paniere serve ad osservare anche l’andamento della tecnologia. Mentre in passato trovavamo floppy disc e fax oggi, invece, abbiamo pendrive e netbook, due nuove entrate che l’ISTAT ha deciso di seguire. In questo modo l’andamento dei prezzi di questi due prodotti ci aiuteranno a capire il valore della nostra moneta.

[Fonte: Gadgetblog]

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mercoledì 4 febbraio 2009

Gli ostacoli del Web per una non vedente

Ecco in concreto quali sono gli ostacoli più comuni per una persona non vedente che vuole navigare sul Web.

Una interessantissima intervista con una famosa webmaster non vedente ci rivela quali sono gli ostacoli maggiori per una persona non vedente su Internet.

Oltre ad una teoria accademica sull'accessibilità Web che ha prodotto veramente pochi proseliti e risultati, in questi anni emergono da questa intervista quali sono realmente gli ostacoli che rendono difficoltosa la navigazione Web per una persona non vedente: i captcha, la maggior parte delle funzionalità Ajax, i flash che scorrono o che non hanno etichette nei controlli, i form con il focus che si muove in automatico sulle caselle di selezione o sui campi di testo, oltre alle immagini e controlli senza testo alternativo.

Per chi è sensibile all'argomento resta sempre valido il semplice, ma efficace consiglio di testare l'accessibilità di un sito Web con il solo ausilio della tastiera. Per gli amanti della Legge Stanca si consiglia di leggere i commenti al post.

[Fonte: Scacco al Web]

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martedì 3 febbraio 2009

Con Google Earth 5.0 arrivano gli Oceani

La nuova versione di Google Earth, la 5.0, comprende anche la mappatura dei
fondali marini. Oltre all'immersione negli abissi, Google Earth 5.0 prevede inoltre anche alcune mappe storiche e dei tur semplificati grazie all'ausilio di registrazioni audio.


[Fonte: Software Zone]

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