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Web, tecnologia e accessibilità

martedì 26 maggio 2009

Telefonini Eyes-Free: la vista non servirà più?

C’e’ una categoria di utenti, i non vedenti, per la quale ll'interfaccia eyes-free è l’unica strada percorribile: interessante in tal senso l'iniziativa di Google per dotare il suo sistema operativo Android di un'interfaccia eyes-free.

Per gli utenti vedenti, l’uso di interfacce eyes-free viene invece motivato con il fatto che le persone usano i telefonini mentre fanno altre cose (purtroppo anche pericolose, come guidare un veicolo) e quindi l'interfaccia eyes-free viene proposta come una soluzione che libera la vista dell’utente per permettergli di concentrarla su queste altre attività.
Dietro questa motivazione si cela però un’aspettativa eccessiva.
Questo è uno dei temi su cui mi hanno invitato a tenere il keynote speech dell'evento internazionale sulle interfacce multimodali svoltosi la scorsa settimana al Fraunhofer Institute in Germania. In estrema sintesi, mentre un’interfaccia eyes-free può essere perfetta per compiti semplici (descrivo un esempio originale alla fine del post), quando il compito da svolgere diventa complesso e ricco di contenuti informativi, l’approccio eyes-free rischia invece di essere inefficace o addirittura controproducente.
Per le persone vedenti, infatti, la vista è il senso dominante (almeno il 70% delle informazioni che acquisiscono dall’ambiente esterno arriva attraverso gli occhi): mantenere il contenuto informativo inalterato senza usare gli occhi significa spostare l’acquisizione di quelle informazioni verso il senso dell’udito (auditory interface) e/o del tatto (haptic interface).
Ad esempio, provate ad immaginarvi di stare camminando per strada ed il vostro telefonino vi legge con una voce sintetica un menu di 12 voci oppure una pagina web in auricolare e vi chiede quale link volete selezionare, facendovi ad esempio pronunciare il numero corrispondente attraverso il microfono. Nonostante i vostri occhi guardino la strada, quanto vi assorbirebbe mentalmente seguire il filo informativo e ricordare tutte le informazioni necessarie per fare le vostre scelte?

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[Fonte: il Sole 24 Ore]

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sabato 23 maggio 2009

Digital Divide italiano secondo Caio

Alcune immagini del rapporto Caio rendono l'idea del fossato-digitale che ci divide dal resto d'Europa.

E' utile leggere il famoso Rapporto Caio ma vale la pena soprattutto soffermarsi ad osservare alcune immagini statistiche ivi riportate.

Il digital-divide che colpevolmente la classe politica italiana ha deliberatamnte costruito in questi anni rappresenterà sicuramente un ostacolo alle possibilità di ripresa dalla crisi soprattutto rispetto alle opportunità emergenti della digital economy (comunque in costante e forte ascesa).

In estrema sintesi:

- mentre in Europa sono quadruplicati gli investimenti sulla fibra ottica l'Italia e' rimasta al palo;
- in Europa siamo nel gruppo di coda dei paesi con scarsa diffusione della banda larga;
- l'utilizzo di Internet in settori strategici come banking e PA è sotto la metà della media europea;
- scarsa crescita delle connessioni a banda larga.

[Fonte: Scacco al Web]


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giovedì 21 maggio 2009

Secondo Dell Windows 7 costerà troppo

Darrel Ward, Product Manager in capo di Dell per la divisione Business, intervistato da Cnet ha dichiarato di nutrire qualche dubbio sulla politica dei prezzi che Microsoft adotterà per la prossima versione del suo sitema operativo, Windows 7.

Purtroppo il dirigente non scende nei dettagli, spiegando però che i costi delle licenze praticati ai produttori saranno più alti di windows XP e di Vista.

Il rischio è che gli utenti, specialmente quelli che puntano alla fascia economica possano essere riluttanti ad aggiornare il proprio pc, specialmente in tempo di recessione economica.

Già Windows Vista aveva portato ad un innalzamento dei prezzi di desktop e notebook economici, vuoi per i costi di licenza superiori, ma anche per l’aggiornamento hardware che si era reso necessario per supportare correttamente le richieste del nuovo sistema operativo, con non poche polemiche anche allora.
I margini risicati che i produttori di computer ottengono dalla vendita di ogni singola macchina non permetterebbero eventualmente un “sacrificio” per calmierare l’impatto di Windows 7, rischiando di portare i prezzi di attacco dei notebook abbondantemente sopra i 600 euro.

Tutto questo poi avviene nel momento del boom dei netbook e della nascita di un nuovo segmento di notebook ultramobile a basso costo basato sulla piattaforma CULV di Intel e Yukon di AMD.

Molti dubbi suscita anche l’annunciata "Starte Edition", versione a basso costo di Windows 7 che permetterà però l’esecuzione di non più di tre applicazioni contemporaneamente, che potrebbe essere una soluzione oltre che fastidiosa, anche inadatta alle esigenze del mercato a cui è destinata

Se Dell si lamenta, Microsoft dal suo punto di vista fa il suo gioco, in un mercato essenzialmente privo di concorrenza nelle fasce più a basso costo, a Redmond possono preoccuparsi più dei propri margini più che quelli dei suoi diretti clienti.

Resta però il problema dei netbook e MID per Microsoft, nonostante il mercato richieda insistentemente soluzioni windows based, il posizionamento di mercato di tali dispositivi non permette chi li fabbrica di acquistare licenze software a cuor leggero. In questo modo non solo si cerca di spingere i clienti finali ad acquistare soluzioni alternative finali basate su Linux ma si investe sullo sviluppo di nuove soluzioni sempra basate sul sistema operativo open source. Persino Intel, non trovando evidentemente in Microsoft un adeguato supporto alle soluzioni Atom ha deciso di fare da sola e di portare avanti lo sviluppo del sistema operativo Linux-based Moblin, arrivato in questi giorni alla seconda release.

Si tratta di un sistema operativo, anch’esso su base Linux con l’interfaccia e una serie di applicativi pensati appositamente per i dispositivi a cui Atom è destinato.

Viste anche le prime timide minacce mosse dall’architettura ARM abbinata ad Android che sta cercando di allargarsi verso territori che sono sempre appartenute all’accoppiata Microsoft-Intel, il creatore della piattaforma x86, che non ragiona certo giorno per giorno, inizia già da ora a preparare una controffensiva, con o senza Micrososft.

[Fonte: Appunti Digitali]

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venerdì 15 maggio 2009

Se superi il limite di velocità ti fermo automaticamente la macchina!

La TfL (Transport for London), azienda che gestisce tutti i sistemi di trasporto londinesi, ha recentemente dichiarato di voler testare, per sei mesi (inizialmente), una nuova tecnologia per controllo della velocità dei mezzi, chiamata: "Intelligent Speed Adaptation (ISA).

Un sistema rivoluzionario che dovrebbe, secondo quanto dichiarato dall’azienda stessa, ridurre i consumi di carburante, le emissioni atmosferiche e gli incidenti stradali. Soprattutto però, sarà un modo per aumentare la sicurezza stradale e per "aiutare" i cittadini ad evitare salate multe per eccesso di velocità.

Come funziona?

Questo ISA funziona tramite una rete GPS che permette di controllare tutti i limiti di velocità della City e, di conseguenza, di poter rallentare tutti i veicoli che superano questi limiti (tramite un dispositivo installato nei singoli veicoli). Questa tecnologia potrà essere settata in 3 posizioni:

-Sistema completamente inserito: al superamento della velocità limite il mezzo verrà automaticamente rallentato.
-Sistema settato in “advisory”: una volta superato il limite, la velocità rivelata verrà segnalata sul cruscotto come avvertimento (un po’ come i pannelli installati lungo le nostre strade).
-Sistema completamente disinserito.

La TfL proverà questo sistema su taxi, bus e alcuni veicoli di servizio. Il test servirà a monitorare i vantaggi (se ci saranno) che questa tecnologia apporterà alla viabilità cittadina in termini di sicurezza, traffico, consumi ed inquinamento. Verrà monitorato per sei mesi il comportamento dei guidatori, i tempi di viaggio e gli effetti reali che tutti questi dati hanno sulle emissioni di CO2.

In sintesi: maggiore sicurezza su strada ed un aria più pulita.


[Fonte: Appunti Digitali]

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martedì 12 maggio 2009

OpenOffice 3.1 in italiano disponibile da scaricare. Le novità

E' disponibile per il download la versione 3.1 di OpenOffice.org, la suite d'ufficio gratuita che fa concorrenza a Microsoft Office.

OpenOffice.org 3.1 arriva dopo il successo della versione 3.0, lanciata a ottobre 2008, che ha superato complessivamente i 50 milioni di download e sfiorato i 5 milioni di download della sola versione in lingua italiana.

OpenOffice.org 3.1, rilasciata in oltre 90 versioni linguistiche per Windows, Linux, MacOS X e Solaris, è pronta per superare questi record.

La novità più importante e più facile da notare è la completa riscrittura del modulo per la visualizzazione degli elementi grafici sullo schermo (circa mezzo milione di linee di codice), che apporta - grazie all'antialiasing - un evidente miglioramento della qualità, e influisce sul modo in cui le immagini vengono visualizzate durante il trascinamento e i testi selezionati vengono evidenziati, e permette di effettuare la sopralineatura del testo.

Nuove Funzionalità:

1) Writer (gestione dei testi).

- Miglioramento delle note di commento, che permettono di aggiungere le risposte.

- Integrazione del correttore grammaticale, fornito come estensione.

- Uso dei paragrafi come titoli o sottotitoli nell'indice, per i documenti complessi.

2) Calc (gestione dei fogli di calcolo).

- Autocompletamento guidato delle formule, che mostra la sintassi da usare.

- Nuove funzioni e miglioramento di numerose funzioni già esistenti.

- Miglioramento della funzione di ordinamento.

- Rimozione di alcuni "colli di bottiglia" per le prestazioni.

- Aggiunta del cursore per l'ingrandimento alla barra di stato.

- Rinomina dei singoli fogli con un doppio click.

3) Chart (gestione dei grafici di analisi).

- Posizionamento flessibile degli assi, soprattutto per uso scientifico e scolastico.

- Gestione flessibile dei dati numerici "mancanti" all'interno delle serie.

4) Impress (gestione delle presentazioni).

- Pulsanti per le dimensioni dei font.

5) Base (gestione dei database, l'equivalente di MS Access).

- Evidenziazione della sintassi SQL.

- Implementazione semplificata delle applicazioni macro.

Sotto alla superficie, OpenOffice.org dispone anche di un meccanismo migliore per la gestione del file locking, che permette agli utenti di condividere i documenti in modo più sicuro all'interno di ambienti multiutente e multipiattaforma.
"OpenOffice.org 3.1 è un passo in avanti importante nell'evoluzione della suite, che ha raggiunto - con la versione 3.0 - un traguardo significativo sul mercato italiano, dove il numero mensile dei download ormai supera regolarmente quello delle vendite di nuovi PC", commenta Italo Vignoli, Presidente dell'Associazione PLIO.
Tutto ciò si traduce nel fatto che sempre più aziende utilizzano OO come valido strumento di lavoro a costo zero.

[Fonte: Webmaster Point]

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giovedì 7 maggio 2009

La scrittura al tempo di Twitter

I 140 caratteri di Twitter possono essere sfruttati anche grazie a nuovi stili meccanimi di ottimizzazione della scrittura.

Un tempo, che sembra oramai molto lontano, apparve (ma fece scalpore all'epoca) un romanzo in Italia ("Gli Invisibili") che presentava una scrittura senza punteggiatura, come l'Ulisse di James Joyce, apparentemente ostico da interpretare ma in realtà moto scorrevole grazie anche all'abilità dell'autore (Nanni Balestrini).

Oggigiorno sono i 160 caratteri degli Sms standard ad essere considerati dei romanzi rispetto agli ancor più stringati 140 di Twitter!

Come sopravvivere a questa emergente moda di sintesi comunicativa?

Anche grazie a TwitterCompressor che elimina automaticamente gli spazi (superflui?) e trasforma l'inizio delle parole in maiuscole per distinguerle meglio.

[Fonte: Scacco al Web]

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mercoledì 6 maggio 2009

Che Internet sia davvero di tutti

Internet è una realtà globale che interessa tutto il pianeta: dunque, non si c'è il motivo per cui a decidere dei nomi a dominio e delle regole fondamentali per la gestione delle risorse del web siano soltanto gli Stati Uniti.
Questo il messaggio che filtra dalle parole di Viviane Reding, commissario europeo per la Società dell'Informazione, che nel suo discorso settimanale chiama direttamente in causa la nuova presidenza USA: esortandola a proseguire nella politica avviata da Bill Clinton, tagliando definitivamente il cordone ombelicale che ancora lega ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers ) e DOC (Dipartimento del Commercio statunitense).
Il Memorandum of Understanding tra DOC e ICANN nel 2006 scade il prossimo 30 settembre e, secondo Reding, quello sarà il momento della verità per far cambiare rotta alla governance del sistema DNS: inizialmente pensato come organizzazione privata non-profit, ma poi finito sotto l'influenza governativa su svariate questioni.
Nonostante il governo USA abbia sin qui gestito la faccenda in maniera ragionevole, Reding sostiene che la decisione dell'amministrazione Clinton di privatizzare progressivamente ICANN sia"quella giusta". "Sul lungo periodo - prosegue - non è giustificabile che un dipartimento del governo di un singolo paese gestisca la supervisione di una funzione di Internet utilizzata da centinaia di milioni di persone in tutti i paesi del mondo".

Nelle parole di Reding c'è la speranza che "dopo alcune esitazioni sulla questione da parte degli Stati Uniti nel corso degli 8 anni passati, il presidente Obama continuerà ora il lavoro iniziato dall'amministrazione Clinton": garantendo la nascita di una governance di rete realmente globale e collegiale tra i vari paesi del mondo, "più responsabile, più trasparente e più democratica" di quella attuale.

ICANN dovrebbe essere gestita da un forum mondiale, così come globale dovrebbe essere il diritto di singoli e organizzazioni di rivolgersi a un tribunale internazionale per rispondere alle decisioni dell'organizzazione piuttosto che dover chiamare in causa sempre e comunque le corti californiane. Magari per problemi che riguardano territori lontani migliaia di chilometri.

Oltre a un forum mondiale (una vera e propria "ONU telematica") e un tribunale internazionale, Viviane Reding evoca anche la nascita di un "G12 per la Internet governance", vale a dire un luogo di discussione attivo sulle problematiche della rete che coinvolga i paesi più importanti nella stessa misura in cui i vari G8, G14 e G20 si riuniscono per discutere i problemi del mondo reale, lo stato dell'economia e tutto il resto.

[Fonte: Punto Informatico]

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venerdì 1 maggio 2009

Un computer che legge le labbra in tutte le lingue

Computer capaci di leggere le labbra sono in sviluppo già da tempo, ma essi sono in grado di funzionare solamente se preimpostati sulla lingua utilizzata dal parlante; questa è la prima volta che è stato ideato un sistema che permette di distinguere fra i diversi idiomi. La scoperta, osservano i ricercatori, può avere ricadute pratiche sia per un suo uso da parte di non udenti, sia per i servizi di sicurezza.
La tecnologia è stata sviluppata attraverso una modellizzazione statistica del movimento delle labbra in un gruppo di 23 persone bilingui e trilingui e si è dimostrata in grado di identificare la lingua parlata con un'accuratezza molto elevata. Fra le lingue che il sistema è in grado di discriminare vi sono inglese, francese, tedesco, italiano, polacco, russo, arabo, mandarino e cantonese.
"Si tratta di un progresso esaltante nella tecnologia della lettura automatica delle labbra, ed è la prima conferma scientifica di qualcosa che intuitivamente si sospettava, ossia che quando le persone parlano lingue differenti usano forme della bocca in sequenze differenti, ha detto Stephen Cox, che con Jake Newman ha diretto la progettazione della tecnologia. "Per esempio, fra i parlanti di lingua francese si riscontra un frequente 'arrotondamento delle labbra', mentre fra quelli di lingua araba si hanno preminenti movimenti della lingua."

[Fonte: NTD Lazio]

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