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Web, tecnologia e accessibilità

lunedì 31 agosto 2009

Online Banking: in aumento donne e over 55

Secondo una ricerca pubblicata nei giorni scorsi dall'Abi (Associazione Bancaria Italiana) l'uso dei servizi bancari online starebbe conquistando in modo sensibile il target femminile e adulto.
Negli ultimi tre anni, infatti, sono state il 20% in più le donne che hanno eseguito transizioni in rete gestendo il proprio patrimonio finanziario.
In aumento anche il target più "adulto", che evidentemente nel corso degli anni ha imparato ad avvicinarsi con maggiore fiducia alle nuove tecnologie.

Sono segnali positivi perchè rivelano un utilizzo della rete sempre più diffuso, coinvolgendo anche pubblici che fino a qualche tempo fa erano restii all'approccio del mondo digitale.
Secondo quanto riportato dal documento dell'Abi, i clienti che hanno utilizzato l'online banking sono aumentati del 62%, passando da un 16% del 2005 al 26% del 2008.

Rimangono, tuttavia, alcune differenze geografiche. Più della metà degli online bankers risiede nella zona settentrionale del nostro Paese, mentre solo un quarto (25%) nel sud e nelle isole.
Chi fa uso di questi servizi ha in genere una cultura elevata: il 50% ha un'istruzione media superiore e un quinto è laureato.

Pur ricordando un aumento sensibile della fascia femminile, l'uso dell'internet banking rimane una prerogativa maschile, con oltre il 60% delle utenze totali.
I giovani rimangono comunque i maggiori fruitori (il 35% ha meno di 35 anni), ma gli over 55 stanno crescendo molto rapidamente.
In aumento, anche se in modo molto marginale, la fascia anziana (dai 65 ai 74 anni), con un aumento del 4%.

[Fonte: Codice Internet]

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sabato 29 agosto 2009

Addio al topo di biblioteca

La notizia è apparsa proprio mentre l'Ifla, l'International Federation of Library Associations and Institutions, era riunita in occasione del suo 75° Congresso mondiale a Milano per discutere sulle prospettive e sulle implicazioni della digitalizzazione del patrimonio librario. Bene: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha raggiunto un accordo con Google Libri per la migrazione online del suo (nostro).

Detta così potrebbe anche non sembrare una notizia da prima pagina, se non fosse che al MIBAC fanno capo 46 biblioteche pubbliche statali tra cui le due Biblioteche Nazionali, quella di Roma e quella di Firenze, che catalogano tutto ma proprio tutto quanto viene pubblicato in Italia, oltre storica Braidense di Milano e a numerose altre biblioteche universitarie e tematiche.

Insomma, qui ci sono di mezzo 16 milioni di titoli, compresi manoscritti e incunaboli precedenti al Cinquecento sostanzialmente inaccessibili fino a oggi. Non perché vietati al pubblico, ma perché per poterli leggere, sfogliare e guardare è necessario recarsi presso le biblioteche in cui si trovano, prenotarne la visione e sottostare a un'infinità di regole – ineccepibili – che li preservano dal deterioramento. Una trafila in grado di scoraggiare molti.

L'accordo è per ora in attesa di tutti i dettagli operativi, compreso quello sui libri tuttora coperti da copyright, ma Mario Resca (direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del ministero) ci vede solo aspetti positivi: l'accessibilità universale a questi scritti senza limiti di tempo o geografici; la preservazione perpetua dei testi (l'alluvione di Firenze è ancora un incubo per chi si occupa di biblioteche); un notevole risparmio economico, visto che da adesso a mettere i soldi per la digitalizzazione sarà Google e non Bondi, il cui portafoglio deve fare i conti con i tempi magri che corrono.

Ovviamente anche la società di Mountain View gongola per l'accordo, che – dopo le controversie con i privati per i diritti d'autore e gli accordi con istituzioni anche in Europa (dalla Bibliothèque Nationale de France a quelle di Svizzera, Belgio, Spagna e Germania) – le mette in mano una fiche quasi imbattibile in questo suo segmento di business.

Ed è qui che probabilmente si fermano gli aspetti positivi dell'accordo, visto che la potenziale posizione di monopolio di Google potrebbe diventare a sua volta un limite all'accesso libero al sapere, come più volte ribadito dalla Open Content Alliance, una organizzazione non-profit per la diffusione digitale del patrimonio culturale a cui partecipano numerose istituzioni culturali di tutto il mondo. E se fino a ieri l'OCA doveva fare i conti solo sulle proprie forze, ora può sfruttare l'appoggio di nomi come Microsoft, Amazon e Yahoo, forse terrorizzate all'idea di rimanere tagliate fuori dalla nuova frontiera delle ricerche online: quella dei libri.

[Fonte: Wired]

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martedì 25 agosto 2009

Facebook Lite: più veloce e leggero per usarlo ovunque anche con connessioni lente

Si chiama Facebook Lite e consiste in una nuova versione del popolare sito di social networking, più leggera, a caricamento rapido, che consente di accettare nuovi amici, di lasciare commenti e messaggi, di vedere le foto e gli aggiornamenti di status.

È stata la stessa società di Mark Zuckerberg a precisare in una nota le caratteristiche e gli scopi di questo Facebook in versione dimagrita. Una precisazione che si è resa necessaria dopo che in Rete si era diffusa l’ipotesi che Facebook Lite fosse un’ulteriore risposta di Zuckerberg a Twitter, una nuova piattaforma che avrebbe cioè strizzato l’occhio al microblogging.

Niente di tutto ciò, a quanto pare. Solo una versione ottimizzata per coloro che dispongono di poca banda, pensata soprattutto per i netizen di paesi quali India e Cina e, in generale, del continente asiatico. Facebook, infatti, ha raccolto milioni di utenti in Europa e negli Stati Uniti e si prepara a bissare il successo di pubblico anche in Oriente. Facebook Lite è stato reso disponibile a una limitata quantità di utenti selezionati in qualità di Beta tester. Chi lo ha provato, lo descrive come una piattaforma scarna e minimale, dove compare una semplice bacheca e dove l’utente ha a disposizione una sola barra di navigazione con 4 categori: Muro, Info, Amici, Foto & Video.

Gli utenti possono solo scrivere brevi messaggi, aggiornare il proprio status, pubblicare foto e video, peraltro di qualità ridotta rispetto ai file inseriti sulla versione standard. I feedback ricevuti dai tester potrebbe servire anche a ottimizzare l’utilizzo del social network sui telefonini.

[Fonte: Webmaster Point]

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giovedì 13 agosto 2009

Google Wave in anteprima

Nuovi frammenti di preview di Wave svelano l'assalto di Google alla comunicazione istantanea.

Il racconto di un incontro con i programmatori Lars e Jens Rasmussen ci regala qualche anteprima di Google Wave.

Wave non solo sembra l'assalto finale di Google al mondo della messaggestica istantanea (e collaborativa) ma anche un cavallo di troia per interagire con le altre piattaforme di social networking: non mancheranno infatti estensioni a Twitter e ad altre possibili servizi Web 2.0.

Grazie allo sviluppo html5 su cui è basato, Wave sarà potenziato dalle integrazioni con gli oramai innumerevoli servizi di Google (con particolare attenzione ai servizi di traduzione) regalando un'esperienza comunicativa veramente complessa ed intrigante che - manco a dirlo - sarà accessibile anche da dispositivi mobili.

[Fonte: Scacco al Web]

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martedì 4 agosto 2009

Il NIC italiano volta pagina

Il registro dei domini italiani si rinnova (con qualche problemino).

Nic.it diventa Registro.it ed il cambio del nome non è solo un cambio di facciata se è vera la promessa che dal prossimo 28 settembre sarà possibile ottenere domini .it in tempo reale!

Nuova anche l'interfaccia grafica che ha suscitato qualche perplessità da parte di alcuni utenti sia per l'ennesima ammissione online da parte di un importante sito di servizio italiano di NON rispetto della legge stanca ma soprattuto per l'impossibilità da parte di chi usa ancora un browser di tipo IE6 (presente ad esempio in molti uffici italiani che hanno policy lente e difficoltose di upgrade software) di poter visualizzare correttamente la pagina Web!

[Fonte: Scacco al Web]

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