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Web, tecnologia e accessibilità

mercoledì 7 ottobre 2009

Le imprese italiane e la paura del Web, il digital divide che frena l'economia

Meno della metà degli italiani accede alla rete.
La situazione, non certo entusiasmante, non può che ripercuotersi anche sul resto dei settori, dalle aziende alla sanità.
Questi, almeno, i dati emersi da una ricerca effettuata da Confindustria.

Il report, presentato in occasione dell'Osservatorio Italia Digitale 2.0, traccia i contorni di un'Italia ancora "sconnessa", sicuramente non al passo delle concorrenti europee.

Riportiamo alcune evidenze presenti nel documento:

- mediamente, più del 30% delle aziende ignora internet come piattaforma di lavoro e di comunicazione; la percentuale sale al 43% se prendiamo in considerazione le micro imprese.
- le grandi aziende (oltre 50 dipendenti) sembrano essere più vicine al mondo delle nuove tenologie. La percentuale che adotta piattaforme ICT è allineata rispetto agli altri 27 paesi dell'Unione Europea.
- gli imprenditori, purtroppo, preferiscono un uso strumentale del web e non un asset strategico per sviluppare nuovi business.
- collegamenti in mobilità: nella seconda metà del 2008 gli utenti connessi da un device portatile sono stati 6 milioni di individui, ovvero il 28% degli utenti internet. L’utilizzo di internet mobile appare essere segmentato in due cluster principali: business users (imprenditori e dirigenti) e giovani (studenti).

Il report riporta anche alcuni dati riguardanti le utenze private.
Sebbene il numero delle connessioni sia aumentato, permane sempre un digital divide che non permette al 12% della popolazione italiana di connettersi in rete.

A questa occorre sommare quelle famiglie che, pur potendo navigare perchè raggiunte dalla banda larga, non usano la rete perchè sprovviste di un personal computer.
Così come nelle scuole: quasi la totalità degli istiuti sono provvisti di un sito internet e di un collegamento a banda larga ma questi benefici tecnologici non impattano sui programmi didattici, rimandendo di supporto alla sola amministrazione.

Altro punti: le istituzioni e la sanità. La presenza online di servizi al cittadino è limitata solamente alla consultazione delle informazioni. Raramente (4% dei comuni italiani) si riscontra la presenza di servizi interattivi che porterebbero ad un importante risparmio di tempo e denaro.
Così come nella sanità. La creazione di un database comune che raccolga tutte le cartelle cliniche dei pazienti in modo centralizzato aumenterebbe l'efficienza diagnostica e la velocità operativa delle strutture sanitarie.

[Fonte: Codice Internet]

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giovedì 1 ottobre 2009

ADSL a prezzi troppo alti: i provider si appellano al presidente della Repubblica

L’Associazione Italiana Internet Provider ha depositato ricorso straordinario presso il Presidente della Repubblica contro l’Autorità delle Comunicazioni e Telecom Italia avverso una delibera fortemente penalizzante per i prezzi al pubblico di Internet.

Sono le prime righe di un comunicato stampa diffuso dall’AIIP, secondo cui i prezzi all’ingrosso dei servizi a larga banda praticati da Telecom Italia ed approvati dall’Autorità per il 2008 sono eccessivi e non orientati ai costi come prescritto dalle norme, in quanto basati su stime della banda anziché su misurazioni effettive, come, del resto, affermato da Agcom stessa.

Secondo l’associazione che riunisce gli ISP italiani, le misure reali della banda potrebbero dimostrare una differenza di un fattore 10 rispetto alle stime e ciò si tradurrebbe in un prezzo all’ingrosso pari a meno della metà di quanto approvato. Inoltre, sostiene AIIP, i prezzi unitari approvati sarebbero assai superiori ai reali costi in quanto determinati sulla base della contabilità del 2006 (ossia, sui costi di Telecom nel 2006).

Nonostante un vero e proprio crollo dei prezzi degli apparati e aumento della performance, prosegue l’associazione, i prezzi bitstream all’ingrosso della rete su cui è basata la TV via cavo di Telecom Italia (IPTV) rimangono inspiegabilmente elevati, ad un livello tale da non consentire a nessun operatore, a meno di ingenti perdite economiche, di utilizzare l’offerta wholesale Bitstream per proporre al pubblico un’offerta alternativa di TV via cavo.

[Fonte: Webmaster Point]

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sabato 23 maggio 2009

Digital Divide italiano secondo Caio

Alcune immagini del rapporto Caio rendono l'idea del fossato-digitale che ci divide dal resto d'Europa.

E' utile leggere il famoso Rapporto Caio ma vale la pena soprattutto soffermarsi ad osservare alcune immagini statistiche ivi riportate.

Il digital-divide che colpevolmente la classe politica italiana ha deliberatamnte costruito in questi anni rappresenterà sicuramente un ostacolo alle possibilità di ripresa dalla crisi soprattutto rispetto alle opportunità emergenti della digital economy (comunque in costante e forte ascesa).

In estrema sintesi:

- mentre in Europa sono quadruplicati gli investimenti sulla fibra ottica l'Italia e' rimasta al palo;
- in Europa siamo nel gruppo di coda dei paesi con scarsa diffusione della banda larga;
- l'utilizzo di Internet in settori strategici come banking e PA è sotto la metà della media europea;
- scarsa crescita delle connessioni a banda larga.

[Fonte: Scacco al Web]


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martedì 20 gennaio 2009

WiFi, c'è un comune italiano completamente coperto

Per le grandi città forse non c'è speranza, per molti altri centri la via è ancora lunga e, più in generale, per il wireless italiano la strada sembra tutta in salita. Non però a Soveria Mannelli, dove si può andare in Comune a prendersi un account WiFi gratuito da utilizzare in qualsiasi momento in tutto il territorio comunale per accedere ad Internet.

Ieri, alla Sala della Libertà del palazzo comunale di questo piccolo centro non lontano da Catanzaro, gli amministratori locali hanno sottolineato che il proprio Municipio è "la prima la prima amministrazione comunale a realizzare una rete wireless a totale copertura del territorio cittadino e completamente gratuita".

L'occasione per offrire ai cittadini la rete wireless gratuita è l'anniversario della fondazione del Comune stesso. "Una rete come quella realizzata a Soveria - è stato detto - garantisce piena democratizzazione del mezzo internet, permettendo la connessione gratuita da ogni angolo del territorio comunale". Secondo Davide Rocca, assessore all'Innovazione, "a Soveria abbiamo superato la logica dell'hot spot: la rete wireless è disponibile per la totalità della popolazione in ogni angolo del territorio comunale, e in ogni situazione d'uso. PC fisso, portatile, palmari, nella propria abitazione, o durante una scampagnata, nel corso di una degenza ospedaliera o di una villeggiatura estiva".Per quella porzione di cittadini che si muove meno abilmente con le nuove tecnologie è stato allestito un sito dedicato dove vengono illustrati nel dettaglio i sistemi utilizzati e le procedure, invero piuttosto semplici, per ottenere l'accesso.

Ovvia la soddisfazione degli amministratori per quanto realizzato dal proprio ufficio ICT. "Siamo contenti - ha dichiarato il sindaco Leonardo Sirianni - di poter fare questo regalo a Soveria proprio in occasione dell'anniversario della fondazione. Invitiamo tutti i cittadini a usufruire del nuovo servizio". Secondo il vicesindaco Caligiuri "con orgoglio possiamo dire che il comune di Soveria ha percorso una nuova tappa nel suo percorso di innovazione iniziato negli anni '90". Entrambi hanno sottolineato come l'ufficio ICT abbia agito grazie ai finanziamenti regionali calabri e che quanto realizzato dimostra come "il comune abbia disposizione una squadra capace di ideare, presentare agli organi regionali e realizzare progetti di ampio respiro".

[Fonte: Punto Informatico]

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sabato 27 dicembre 2008

Informatica e IT 2009: previsioni negative

I segnali che la crisi economico-finanziaria che sta investendo i mercati mondiali abbia colpito anche il settore dell’informatica e dell’Information Technology ci sono. Sono numerose le aziende, anche tra le big, che stanno approntando una ristrutturazione aziendale per affrontare il difficile momento.

Ora arriva l’ultimo studio IT Outlook 2008 diffuso dall’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), che conferma le previsioni degli analisti. Secondo l’OCSE, infatti, nel corso del 2009 la crisi economica inciderà pesantemente anche sul settore dell’IT, perché le prospettive dell’economia mondiale continuano a essere negative e si assiste a un progressivo sgretolamento della fiducia dei consumatori: due fattori che potrebbero determinare un calo nella produzione di beni e servizi anche nell’industria informatica.

Se a fine 2008 il settore IT dovrebbe registrare una crescita del 4%, per il prossimo anno gli analisti dell’OCSE prevedono una crescita stabile o addirittura un calo. A registrare la flessione più consistente dovrebbe essere l’industria dei semiconduttori, che potrebbe perdere 6 punti percentuali, mentre nel 2008 dovrebbe chiudere con una crescita del 2,2%.

Di contro, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico stima che il comparto dei software e dei servizi dovrebbe superare la crisi con volumi di produzione e di vendita sostanzialmente stabili. Analoga prospettiva per il mercato della connettività, dove la richiesta di fornitura di ADSL dovrebbe continuare a crescere, anche grazie all’aumento delle aree raggiunte dal servizio.

Bisogna comunque andare cauti e prepararsi a una situazione piuttosto pesante, se è vero che entro il 2010 il numero dei disoccupati nel mondo potrebbe salire di 25 milioni di unità, come ha dichiarato Angel Gurria, numero uno dell’OCSE. Gurria ha invitato caldamente i Paesi europei a riconsiderare l’entità dei propri piani di stimolo all’economia, soprattutto alla luce dei maggiori investimenti già predisposti dagli Stati Uniti e dalla Cina.

[Fonte: Webmasterpoint]

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lunedì 20 ottobre 2008

Banda Larga: l'Italia è divisa in due

Il digital divide italiano è all'esame dell'Autorità delle Comunicazioni: Between ha trasmesso all'Authority il rapporto Analisi sulle determinanti del processo di sviluppo della banda larga, da cui emerge uno sviluppo del broad band non uniforme che rischia di portare - ma per certi versi ha già portato - ad una vera e propria spaccatura del Paese.

Lo sviluppo di infrastrutture volte ad una fruizione ottimale di Internet non è per nulla omogeneo e condizionato "innanzitutto da logiche di redditività degli investimenti", si legge nel rapporto, che evidenzia come i denari delle telco prendano generalmente una direzione: quella che li porta verso il maggior numero di clienti sicuri. Questo va però a svantaggio di chi vive in aree meno interessanti perché meno remunerative (soprattutto in aree demograficamente o industrialmente depresse, o dove l'orografia è sfavorevole) e, affinché il disagio degli utenti svantaggiati si riduca, si rende necessario "un intervento di sistema".

Nel rapporto si evidenzia anche la scarsa incisività degli operatori alternativi all'incumbent, non per demerito delle aziende, ma per la situazione contingente del mercato a cui si sono affacciati: Telecom Italia, nonostante la liberalizzazione di tale mercato iniziata dieci anni da, rimane l'operatore con posizione dominante che si è posto l'obiettivo dichiarato di portare, entro il 2010, la copertura ADSL al 99% delle linee telefoniche. Sul fronte dei competitor, Between osserva che "i piani finora presentati evidenziano un consolidamento degli investimenti e la focalizzazione sulle aree a maggiore potenziale di mercato", il che si traduce però in un target che copre circa il 50% della popolazione, ossia quella parte del bacino di utenza che risiede nelle principali aree urbane.

I numeri parlano di 10,1 milioni di accessi broad band a fronte di complessivi 20 milioni di utenti a fine 2007, con previsioni di arrivare a 14 milioni di accessi broad band per il 2010. I dati complessivi del mercato attuale posizionano il Belpaese al tredicesimo posto in Europa, dove il podio è occupato da Danimarca, Finlandia e Olanda, ma sul fronte del broad band i 10 milioni di accessi in Italia formano un mercato che, per dimensioni, è il quarto in Europa, alle spalle di Germania, Regno Unito e Francia.

Il rapporto completo di Between è pubblicato dall'Authority TLC a questo indirizzo.

[Fonte: Punto Informatico]

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martedì 16 settembre 2008

Qualità della banda larga, in testa il Giappone

banda largaGiappone, Svezia e Paesi Bassi: questo il trio di testa di una classifica stilata recentemente dall'universita di Oxford e dall'università di Oviedo, e supportata da Cisco Systems, come risultato di una ricerca condotta nel corso del mese di maggio per verificare quale nazione fosse in grado di offrire il miglior servizio di banda larga.

L'analisi è stata condotta sui servizi offerti da quarantadue differenti paesi, utilizzando i dati messi a disposizione dal sito www.speedtest.net.

Una analisi accurata di informazioni come la velocità in upload della connessione, la velocità in download, il sovraccarico della rete, i tempi di latenza e gli eventuali fenomeni di packet loss, hanno permesso al team di ricerca di determinare per ciascun Paese un punteggio denominato Broadband Quality Score (BQS).

Ogni punteggio è stato poi messo in relazione con due serie differenti di impieghi (descritti nel dettaglio in questo documento e in questa presentazione , arbitrariamente definiti dal gruppo di ricerca per stabilire un modello di "Today web browsing" e "Tomorrow web browsing". Secondo le analisi condotte, sono circa 22 i paesi che riuscirebbero a fornire connettività adeguata alle esigenze contemporanee e solamente uno, il Giappone, sarebbe in grado già oggi di soddisfare le possibili esigenze del futuro.

Tra i venti paesi che, secondo la ricerca, non fornirebbero ad oggi adeguata connettività ve ne sono alcuni piuttosto importanti come il Regno Unito, la Spagna, l'Australia e la Nuova Zelanda e la nostra Italia.

Il professor Alastair Nicholson della Oxford Saïd Business School ha commentato: "Lo studio è stato condotto sulla premessa che la nuova generazione di applicazioni web si basa su un più elevato livello di prestazioni rispetto alle attuali connessioni a banda larga. Le velocità di download maggiormente riscontrabili sono adeguate per normale navigazione web, email e servizi basilari di streaming video. [...] Un aspetto importante rivelato dallo studio è inoltre la stretta correlazione tra la qualità dei servizi di banda larga e il livello di sviluppo raggiunto dal Paese e alla luce di questa considerazione i legislatori dovrebbero adoperarsi per creare un ambiente in grado di permettere nel futuro l'avvento di servizi di banda larga di elevata qualità".

[Fonte: Hardware Upgrade]

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