Pselion blog                                              Chi siamo   Contatti

Web, tecnologia e accessibilità

martedì 12 gennaio 2010

Rinnovata la Legge Pisanu

L'anno inizia male con la notizia del rinnovo del famigerato Decreto Pisanu.

Il 31 dicembre 2009 erano in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu
(”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.
Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità.


Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.


Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.


Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.
Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.


Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.


Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.


Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.


[Fonte:
Codice Internet]

Etichette: , , , , ,

mercoledì 7 ottobre 2009

Le imprese italiane e la paura del Web, il digital divide che frena l'economia

Meno della metà degli italiani accede alla rete.
La situazione, non certo entusiasmante, non può che ripercuotersi anche sul resto dei settori, dalle aziende alla sanità.
Questi, almeno, i dati emersi da una ricerca effettuata da Confindustria.

Il report, presentato in occasione dell'Osservatorio Italia Digitale 2.0, traccia i contorni di un'Italia ancora "sconnessa", sicuramente non al passo delle concorrenti europee.

Riportiamo alcune evidenze presenti nel documento:

- mediamente, più del 30% delle aziende ignora internet come piattaforma di lavoro e di comunicazione; la percentuale sale al 43% se prendiamo in considerazione le micro imprese.
- le grandi aziende (oltre 50 dipendenti) sembrano essere più vicine al mondo delle nuove tenologie. La percentuale che adotta piattaforme ICT è allineata rispetto agli altri 27 paesi dell'Unione Europea.
- gli imprenditori, purtroppo, preferiscono un uso strumentale del web e non un asset strategico per sviluppare nuovi business.
- collegamenti in mobilità: nella seconda metà del 2008 gli utenti connessi da un device portatile sono stati 6 milioni di individui, ovvero il 28% degli utenti internet. L’utilizzo di internet mobile appare essere segmentato in due cluster principali: business users (imprenditori e dirigenti) e giovani (studenti).

Il report riporta anche alcuni dati riguardanti le utenze private.
Sebbene il numero delle connessioni sia aumentato, permane sempre un digital divide che non permette al 12% della popolazione italiana di connettersi in rete.

A questa occorre sommare quelle famiglie che, pur potendo navigare perchè raggiunte dalla banda larga, non usano la rete perchè sprovviste di un personal computer.
Così come nelle scuole: quasi la totalità degli istiuti sono provvisti di un sito internet e di un collegamento a banda larga ma questi benefici tecnologici non impattano sui programmi didattici, rimandendo di supporto alla sola amministrazione.

Altro punti: le istituzioni e la sanità. La presenza online di servizi al cittadino è limitata solamente alla consultazione delle informazioni. Raramente (4% dei comuni italiani) si riscontra la presenza di servizi interattivi che porterebbero ad un importante risparmio di tempo e denaro.
Così come nella sanità. La creazione di un database comune che raccolga tutte le cartelle cliniche dei pazienti in modo centralizzato aumenterebbe l'efficienza diagnostica e la velocità operativa delle strutture sanitarie.

[Fonte: Codice Internet]

Etichette: , , , , , , ,

mercoledì 16 settembre 2009

Indagine su uso Internet in Italia: in rete solo un italiano su due. Digital divide ancora pesante.

L'utilizzo di Internet in Italia è cresciuto in modo esponenziale tra il 2007 e il 2009. Oggi, oltre 28 milioni di italiani si collegano alla Rete, mentre due anni fa la cifra si attestava a 23 milioni. Tanti, scrive l'Osservatorio Permanente sui Contenuti Digitali, ma non ancora abbastanza, se si considera che nel 2009 quasi la metà della popolazione del Bel Paese con più di 14 anni, pari al 45% del totale, non usa Internet.

È questa la fotografia scattata dalla società di ricerca Nielsen per conto dell’Osservatorio, che presenterà tutti i dati del report intitolato "Separati in casa: gli italiani tra cultura a tecnologie", venerdì prossimo a Milano, presso la Sala Porta del Palazzo delle Stelline.

Chi accede alla Rete, sottolinea inoltre l’Osservatorio, lo fa sempre più in modo superficiale e fine a se stesso (il 27% dei netizen italiani), nonostante la ricca e articolata offerta di contenuti culturali e di intrattenimento. Orientati in questa direzione appaiono in particolare i giovani. La ricerca, si legge ancora nella nota di presentazione, fotografa il crescente divario esistente nel nostro paese e nelle dinamiche di fruizione delle famiglie italiane delle tecnologie digitali e dei contenuti, attraverso uno studio qualitativo etnografico e quantitativo su un campione di 8500 individui rappresentativo della popolazione italiana.

L’indagine costituirà il punto di partenza per una riflessione più ampia che avverrà in una tavola rotonda tra produttori, nella quale si analizzerà il futuro mercato dei contenuti tra free e a pagamento.

[Fonte: WebmasterPoint]

Etichette: , , ,

sabato 23 maggio 2009

Digital Divide italiano secondo Caio

Alcune immagini del rapporto Caio rendono l'idea del fossato-digitale che ci divide dal resto d'Europa.

E' utile leggere il famoso Rapporto Caio ma vale la pena soprattutto soffermarsi ad osservare alcune immagini statistiche ivi riportate.

Il digital-divide che colpevolmente la classe politica italiana ha deliberatamnte costruito in questi anni rappresenterà sicuramente un ostacolo alle possibilità di ripresa dalla crisi soprattutto rispetto alle opportunità emergenti della digital economy (comunque in costante e forte ascesa).

In estrema sintesi:

- mentre in Europa sono quadruplicati gli investimenti sulla fibra ottica l'Italia e' rimasta al palo;
- in Europa siamo nel gruppo di coda dei paesi con scarsa diffusione della banda larga;
- l'utilizzo di Internet in settori strategici come banking e PA è sotto la metà della media europea;
- scarsa crescita delle connessioni a banda larga.

[Fonte: Scacco al Web]


Etichette: , , ,

martedì 20 gennaio 2009

WiFi, c'è un comune italiano completamente coperto

Per le grandi città forse non c'è speranza, per molti altri centri la via è ancora lunga e, più in generale, per il wireless italiano la strada sembra tutta in salita. Non però a Soveria Mannelli, dove si può andare in Comune a prendersi un account WiFi gratuito da utilizzare in qualsiasi momento in tutto il territorio comunale per accedere ad Internet.

Ieri, alla Sala della Libertà del palazzo comunale di questo piccolo centro non lontano da Catanzaro, gli amministratori locali hanno sottolineato che il proprio Municipio è "la prima la prima amministrazione comunale a realizzare una rete wireless a totale copertura del territorio cittadino e completamente gratuita".

L'occasione per offrire ai cittadini la rete wireless gratuita è l'anniversario della fondazione del Comune stesso. "Una rete come quella realizzata a Soveria - è stato detto - garantisce piena democratizzazione del mezzo internet, permettendo la connessione gratuita da ogni angolo del territorio comunale". Secondo Davide Rocca, assessore all'Innovazione, "a Soveria abbiamo superato la logica dell'hot spot: la rete wireless è disponibile per la totalità della popolazione in ogni angolo del territorio comunale, e in ogni situazione d'uso. PC fisso, portatile, palmari, nella propria abitazione, o durante una scampagnata, nel corso di una degenza ospedaliera o di una villeggiatura estiva".Per quella porzione di cittadini che si muove meno abilmente con le nuove tecnologie è stato allestito un sito dedicato dove vengono illustrati nel dettaglio i sistemi utilizzati e le procedure, invero piuttosto semplici, per ottenere l'accesso.

Ovvia la soddisfazione degli amministratori per quanto realizzato dal proprio ufficio ICT. "Siamo contenti - ha dichiarato il sindaco Leonardo Sirianni - di poter fare questo regalo a Soveria proprio in occasione dell'anniversario della fondazione. Invitiamo tutti i cittadini a usufruire del nuovo servizio". Secondo il vicesindaco Caligiuri "con orgoglio possiamo dire che il comune di Soveria ha percorso una nuova tappa nel suo percorso di innovazione iniziato negli anni '90". Entrambi hanno sottolineato come l'ufficio ICT abbia agito grazie ai finanziamenti regionali calabri e che quanto realizzato dimostra come "il comune abbia disposizione una squadra capace di ideare, presentare agli organi regionali e realizzare progetti di ampio respiro".

[Fonte: Punto Informatico]

Etichette: , , , ,

mercoledì 14 gennaio 2009

I prodotti touch-screen non considerano i ciechi

La diffusione sempre maggiore degli apparecchi elettronici touch-screen, primi fra tutti i moderni lettori mp3 e gli smart-phone, sta preoccupando i non vedenti che temono che i produttori ignorino le loro esigenze.
Questa settimana, il cantante Stevie Wonder, che ha perso la vista da neonato, e altri hanno partecipato al Salone dell’elettronica di consumo a Las Vegas per persuadere i produttori a tenere in considerazione anche le esigenze delle persone non vedenti.
Wonder ha detto che tra i suoi desideri ci sono un’auto che possa guidare personalmente e una radio satellitare Sirius XM da poter gestire.
Il cantante ha ricordato che alcune aziende si sono adoperate affinché i propri prodotti siano più accessibili ai non vedenti.
I sostenitori dei diritti dei non vedenti hanno sottolineato che se le case produttrici mettessero a punto apparecchi elettronici in grado di essere utilizzati anche dai ciechi, otterrebbero prodotti più semplici da usare anche per chi è dotato della vista.
Con la sempre maggiore diffusione di prodotti touch screen, anche apparecchi di facile utilizzo come le tv e gli stereo sono diventati difficili da usare per i non vedenti dato che utilizzano diversi menù che devono per forza di cose essere visti.

Etichette: , , , , , , ,

sabato 10 gennaio 2009

Gazzetta Ufficiale online smemorata ed inaccessibile

Scandoloso il cambio di gestione della Gazzetta Ufficiale: la Gu diventa inaccessibile per il cittadino comune.

Per consultare la Gazzetta Ufficiale un tempo (non lontano) il cittadino comune andava nelle numerose biblioteche comunali o se era più fortunato (come localizzazione geografica) poteva accedere - sempre gratuitamente - ad una delle biblioteche nazionali, universitarie o del CNR dislocate nel territorio nazionale.

Poi è arrivata la crisi che si è fatta sentire pesantemente anche nel settore della gestione delle biblioteche pubbliche, che comunque continuano a rimanere un punto di accesso importante e gratuito alla cultura. In molte biblioteche pubbliche si poteva accedere agli archivi cartacei delle Gazzette Ufficiali che sono una fonte primaria normativa importante in quanto vi sono pubblicate le leggi delo Stato italiano. Qualche mese addietro un amico mi confidò (abito in Toscana) che il Comune di Firenze ha preferito mandare al macero una collezione delle Gazzette Ufficiali della prestigiosa Biblioteca de La Certosa in quanto sarebbe costato di più gestire la sua ricoloccazione... ingenuamente lo rincuorari dicendogli: "Vedrai che con l'avvento del digitale tutte le GU saranno accessibili tramite Internet..." e come mi sbagliavo!

Dal sito stesso della Gazzetta Ufficiale Italiana si apprende che dal primo gennaio 2009 cessa la diffusione della versione cartacea mentre "a partire dalla stessa data è fruibile gratuitamente per 60 giorni la Gazzetta Ufficiale online" anche se "ricordiamo che l'unico testo definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a mezzo stampa, che prevale in casi di discordanza" (!?!).

Il passaggio quindi dal cartaceo al digitale - per come è stato attuato - significa la fine della gratuità di accesso ad una fonte di informazione importantissima per i cittadini; non solo, non viene fornita nessuna informazione sui meccanismi di conservazione digitale e soprattutto non vi è dichiarato il rispetto della normativa italiana sull'accessibilità.

Solo in Italia riusciamo ad applicare le tecnologie digitali per restringere l'accesso all'informazione invece che ampliarlo?


[Fonte: Scacco al web]

Etichette: , , ,

sabato 20 dicembre 2008

Wi-Fi gratis Roma e provincia: 50 hotspot attivati

Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, ha presentato ufficialmente "PianoInnovazione", il progetto per la diffusione della banda larga delle reti Wi-Fi e per la lotta al digital divide, di cui già abbiamo riferito qualche tempo fa, ma sul quale torniamo perché sono stati forniti ulteriori dettagli.

"PianoInnovazione" sarà realizzato nei prossimi 5 anni, per una spesa complessiva di circa 7 milioni di euro, e prevede tre direzioni d’intervento: la realizzazione di aree pubbliche con accesso Wi-Fi a Internet da parte dei cittadini dei comuni della provincia di Roma, la diffusione della banda larga in tutte le abitazioni della provincia di Roma mediante il piano "Zero Digital Divide" e l’apertura di 50 centri di creatività e innovazione sul territorio.

Per quanto riguarda la prima direttrice d’intervento, la Provincia di Roma prevede la creazione di un’infrastruttura centrale di gestione di 50 hotspot, attivati entro Natale, che costituiranno il primo nucleo di una rete cui potranno connettersi anche reti di privati e di altre istituzioni. Zingaretti ha spiegato che si individueranno anche ulteriori 500 punti di accesso per coprire tutti i comuni del territorio provinciale. L’obiettivo è di installarli entro i prossimi due anni.

"Zero Digital Divide" è il progetto volto a promuovere un tavolo informale cui prenderanno parte diversi stakeholders, associazioni di utenti, consumatori e rappresentanti delle istituzioni, che saranno chiamati a mappare il territorio in relazione alla copertura di banda larga. Previsto anche un sito Internet dove gli utenti possano segnalare la propria situazione. In base ai risultati, la Provincia programmerà interventi per portare la banda larga nelle case non ancora raggiunte, anche mediante tecnologie alternative, quali l’Hyperlan e il Wi-Max.

Infine, Zingaretti ha espresso la volontà di realizzare una rete di 50 centri di alfabetizzazione e promozione della cultura e della formazione attraverso le nuove tecnologie.

[Fonte: Webmasterpoint]

Etichette: , , ,

mercoledì 10 dicembre 2008

Obama: “Internet è la chiave per la ripresa economica”

Non si è ancora insidiato alla casa Bianca ma Barack Obama ha già stabilito le parti fondamentali del suo piano per la ripresa economica; una di queste riguarda Internet.

"Rinnoveremo la nostra autostrada informatica: è inaccettabile che gli Stati Uniti siano solo al quindicesimo posto per adozione della banda larga, ogni bambino dovrebbe avere una connessione Internet" queste sono state le parole di Obama.Solo parole? Non proprio, il nuovo presidente si è già dato da fare, seppur in piccola parte, per adottare i servizi che la rete offre.

A meno di 24 ore dalla sua elezione Obama lanciò il sito Change.gov per informare gli americani dei suoi progetti; questo sito è sotto licenza Creative Commons e supporta l’OpenID.

Neanche due settimane dopo ha annunciato di voler utilizzare anche Youtube oltre che la TV per comunicare con tutti gli americani. Obama ha capito che per ridurre i costi ed aumentare la competitività di un paese investire nella tecnologia è un obbligo, qui in Italia chissà quanto tempo dovrà passare per rendersi conto di ciò.

[Fonte: Appunti Digitali]

Etichette: , , , ,

martedì 25 novembre 2008

Screen-reader gratuito con Firefox

ClcAcquista credibilità ed autorevolezza un'estensione di Firefox che offre gratuitamente uno strumento equivalente alla funzione di screen-reader.

Gli screen-reader sono degli strumenti indispensabili per le persone non vedenti in quanto cercano di interpretare ciò che c'è a schermo (di testuale essenzialmente) riproducendolo come output audio o braille.

Purtroppo gli screenreader più professionali hanno anche dei costi notevoli: è importante quindi che l'estensione per Firefox FireVox stia acquistando credibilità ed autorevolezza dato che può essere equiparata come funzionalità ad uno screenreader.

Gratuito e multipiattaforma questa estensione di Firefox promette di non avere grandi difficoltà nell'interpretare pagine dinamiche e persino formule dinamiche supportando tutti gli standard più recenti quali WAI-ARIA, AxsJAX e CSS3 Speech Mode.

[Fonte: Scacco al web]

Etichette: , , , , , , ,

lunedì 24 novembre 2008

Internet: in Italia le donne superano gli uomini

Ofcom (Office of Communications), l’autorità britannica di regolamentazione del mercato delle comunicazioni, ha pubblicato i risultati del suo ultimo report sul mercato delle TLC e del digitale terrestre, nel quale ha preso in esame i Paesi a economia industrializzata (Italia, Francia, Germania, Canada, Giappone e Stati Uniti) e a economia emergente (Cina, Russia, Brasile e India).

Per quanto riguarda l’Italia, il dato che più colpisce dell’analisi dell’Ofcom è quello relativo all’utilizzo di Internet: su 100 utenti, 56 sono donne e 44 uomini. Rispetto agli altri Paesi presi in esame, la forbice tra gli uomini e le donne che accedono e utilizzano il web è più ampia. In Spagna e in Giappone, per esempio, la percentuale di donne che utilizzano Internet raggiunge il 55%, mentre in Francia e in Gran Bretagna c’è una sostanzialità parità fra i sessi. Rispetto agli Stati Uniti, poi, il divario è ancora più mercato: al di là dell’Atlantico, infatti, su 100 utenti, le donne sono solo il 48%. In Italia, dunque, sembra proprio che Internet sia femmina.

Se l’utilizzo di Internet è forse il dato del report che cattura maggiormente l’attenzione di analisti e osservatori, la ricerca dell’Ofcom riserva però altri risultati interessanti per quanto riguarda il Bel Paese. In Italia, infatti, si registra la più alta percentuale di famiglie che hanno sostituito la linea fissa con il telefono cellulare: 37 famiglie italiane su 100 hanno detto addio al classico telefono di casa. E se da più parti non si manca mai di sottolineare che la concorrenza nel settore delle TLC in Italia non sia pienamente sviluppata, il report dell’Ofcom rileva che nel Bel Paese i cittadini possono godere delle offerte più convenienti per quanto riguarda i cosiddetti pacchetti integrati: Internet, pay TV, fonia.

L’unico primato in negativo che emerge dalla ricerca riguarda gli investimenti pubblicitari che le aziende riservano per Internet: secondo l’Ofcom, infatti, solo il 3% degli investimenti finisce sul web, mentre il grosso delle pubblicità rimane destinato ai media tradizionali e alla televisione in particolare.

[Fonte: Webmasterpoint]

Etichette: , , , , ,

domenica 9 novembre 2008

Skype su Eldy

Eldy è un software pensato per anziani e disabili, utilizzato da circa 150.000 utenti e adottato da diverse amministrazioni pubbliche attraverso specifici progetti di inclusione sociale.

E' interamente in italiano (non contiene inglesismi), ha caratteri grandi, è semplice e facile da installare e consente di avvicinarsi ai linguaggi e ai servizi usati principalmente dai giovani come ad esempio chat, email, internet. Infine, è gratuito e senza contenuti pubblicitari.

Eldy può essere utilissimo per le persone anziane e per coloro che hanno problemi di vista.

Nella sua nuova versione, che gira anche su Linux, Eldy ha integrato Skype, il software che consente chiamate e videochiamate via internet e telefonate alla linea fissa o ai cellulari. Con tale funzione anche l'utente disabile ha la possibilità di sfruttare uno dei più apprezzati strumenti nati col web.

Etichette: , , , , , , ,

giovedì 6 novembre 2008

Linee guida WCAG 2.0 per l'accessibilità del web in dirittura d'arrivo

Cambridge - Prendono ufficialmente vita le WCAG 2.0: ovvero la seconda attesissima versione delle linee guida sull'accessibilità per il Web. L'annuncio lo ha dato lunedì scorso il World Wide Web Consortium dal proprio sito: pubblicazione definitiva entro la fine del 2008 e stato di "Proposed Recommendation" per l'ultima versione.

Il travaglio è stato lunghissimo: la prima bozza di queste nuove linee guida risale addirittura agli inizi del 2001. Le WCAG, fin dalla loro prima versione, hanno lo scopo di creare un Web mondiale realmente accessibile per qualsiasi fascia di utenza. Solo in Italia, per esempio, gli utenti di Internet affetti da una qualche disabilità sono stimati fra i 500 ai 650 mila. Ma il numero è in costante crescita ed esclude quell'ampia fascia di individui non propriamente disabili ma che godrebbe comunque di grandi vantaggi dall'uso di siti accessibili (persone con difficoltà di vista, con difficoltà a concentrarsi, facili a stancare gli occhi, anziani e così via).

Ma quali sono le novità delle nuove WCAG? A una prima analisi si capisce subito come il primo obiettivo del gruppo di lavoro del W3C non sia stato tanto quello di rivoluzionare le precedenti norme, quanto piuttosto quello di renderle interoperabili e completamente indipendenti dalla tecnologia utilizzata. In sostanza: non importa che il Web sia fatto di Firefox, IE, HTML, XHTML, Javascript o una qualsiasi altra tecnologia presente o futura, l'importante è che sia accessibile e che tale accessibilità sia misurabile senza troppe ambiguità.

Un tale livello di astrazione dalla tecnologia, però, porta ovviamente con sé non poche difficoltà. Soprattutto di sintesi e quindi di messa in pratica delle linee guida stesse.

Infatti, se leggendo le WCAG 1.0 anche un semplice webmaster aveva un'idea tecnica generale di come sviluppare le proprie pagine web, per fare lo stesso con le WCAG 2.0 dovrà consultare precisi ma molto prolissi documenti correlati. Di contro, con le nuove linee guida sarà possibile un livello di precisione maggiore, e una maggiore compatibilità.

Articolo completo

[Fonte: Punto Informatico]

Etichette: , , , , ,

martedì 4 novembre 2008

Google Street View Italia

Google Street view è finalmente disponibile anche in Italia.
E' possibile planare sulle principali città italiane e camminare per il centro, guardando il panorama a 360° con gli occhi di chi, quelle strade, le percorre ogni giorno.
Per ora sono disponibili immagini di Roma, Firenze, Milano e del Lago di Como.
Pronti per un tour?

Etichette: , , , , ,

martedì 28 ottobre 2008

Google Health accessibile

Grazie a un programmatore non vedente, ora è possibile usufruire di una versione accessibile di Google Health.

Un'applicazione Web dedicata al mondo della salute non poteva certamente non prendere in considerazione le particolari necessità di navigazione delle persone non vedenti.

Google Health Accessible nasce grazie al prezioso lavoro del ricercatore non vedente T.V. Raman basandosi sulle note raccomandazioni del W3Consortium WAI-ARIA.

Per avvantaggiarsi completamente dei servizi di Google Health Accessible viene attualmente consigliato l'utilizzo di Firefox 3.0 oltre ad uno screenreader che supporta le wai-aria.

[Fonte: Scacco al Web]

Etichette: , , , , , , ,

martedì 21 ottobre 2008

Educational Bright Ubuntu, un sistema operativo senza barriere

Che cosa significa Bright Ubuntu?
Ubuntu prende il nome da un'antica parola africana che significa umanità agli altri, oppure io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti. Il sistema operativo "Ubuntu" porta lo spirito di Ubuntu nel mondo del software."Bright Ubuntu" è un sistema operativo opensource, libero, gratuito e senza barriere per persone con disabilità visiva e non solo, realizzato personalizzando il sistema libero e gratuito "Ubuntu" già esistente, al fine di renderlo "Bright" ovvero luminoso e funzionale per i non vedenti e gli ipovedenti dotandolo di tutti i software e gli strumenti necessari.

Il progetto è nato da un’idea di Mirko Montecchiani, Responsabile Giovani dell’UIC - Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Marche, con il fondamentale sostegno di Maurizio Mazzieri, un volontario di suddetta associazione e del Rotary Club di Ancona e ha coinvolto il team del DIIGA dell'Università di Ingegneria e il Museo Tattile Statale Omero; è stato finanziato dalla provincia di Ancona - progetto Cohabitat (Asse Human Bit).

Sabato 25 ottobre ore 17.30 - Sala conferenze Museo Omero.
Presso la Sala Conferenze del Museo Omero viene presentato in una giornata formativa aperta a tutti "Bright Ubuntu", le sue funzionalità e possibilità di utilizzo con una dimostrazione operativa.

Intervengono:
- Prof. Luca Spalazzi, Ing. Egidio Cardinale, Ing. Angelo Bracci, DIIGA - Dipartimento di Ingegneria Informatica, Gestionale e dell'Automazione - Università Politecnica delle Marche;
- Prof. Mirko Montecchiani, Docente di Tiflologia all'Università di Macerata e Responsabile Giovani dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Marche;
- Roberto Farroni, Presidente Museo Tattile Statale Omero;
- Carlo Maria Pesaresi, Assessore alla cultura Provincia Ancona.

La giornata formativa è rivolta:
- ai responsabili dei Musei e delle Pubbliche Amministrazioni che vogliono incrementare l'accessibilità dei loro servizi;
- ai docenti delle scuole che hanno ragazzi non vedenti e ipovedenti in classe;
- ad ingegneri e tecnici del settore informatico;
- ai non vedenti, ipovedenti e persone con disabilità;
- a tutti coloro che desiderano conoscere come integrare tecnologia, cultura, servizi alla persona in ambito privato e professionale.

Informazioni:
Museo Tattile Statale Omero
Via Tiziano, 50 - 60125 Ancona.
Telefono: 071. 2811935.
Email: info@museoomero.it
Sito Web: www.museoomero.it/main?p=news_xxx_yyy_id_4102

[Fonte: Nuove Tecnologie, Didattica e Disabilità nel Lazio]

Etichette: , , , , , ,

lunedì 20 ottobre 2008

Banda Larga: l'Italia è divisa in due

Il digital divide italiano è all'esame dell'Autorità delle Comunicazioni: Between ha trasmesso all'Authority il rapporto Analisi sulle determinanti del processo di sviluppo della banda larga, da cui emerge uno sviluppo del broad band non uniforme che rischia di portare - ma per certi versi ha già portato - ad una vera e propria spaccatura del Paese.

Lo sviluppo di infrastrutture volte ad una fruizione ottimale di Internet non è per nulla omogeneo e condizionato "innanzitutto da logiche di redditività degli investimenti", si legge nel rapporto, che evidenzia come i denari delle telco prendano generalmente una direzione: quella che li porta verso il maggior numero di clienti sicuri. Questo va però a svantaggio di chi vive in aree meno interessanti perché meno remunerative (soprattutto in aree demograficamente o industrialmente depresse, o dove l'orografia è sfavorevole) e, affinché il disagio degli utenti svantaggiati si riduca, si rende necessario "un intervento di sistema".

Nel rapporto si evidenzia anche la scarsa incisività degli operatori alternativi all'incumbent, non per demerito delle aziende, ma per la situazione contingente del mercato a cui si sono affacciati: Telecom Italia, nonostante la liberalizzazione di tale mercato iniziata dieci anni da, rimane l'operatore con posizione dominante che si è posto l'obiettivo dichiarato di portare, entro il 2010, la copertura ADSL al 99% delle linee telefoniche. Sul fronte dei competitor, Between osserva che "i piani finora presentati evidenziano un consolidamento degli investimenti e la focalizzazione sulle aree a maggiore potenziale di mercato", il che si traduce però in un target che copre circa il 50% della popolazione, ossia quella parte del bacino di utenza che risiede nelle principali aree urbane.

I numeri parlano di 10,1 milioni di accessi broad band a fronte di complessivi 20 milioni di utenti a fine 2007, con previsioni di arrivare a 14 milioni di accessi broad band per il 2010. I dati complessivi del mercato attuale posizionano il Belpaese al tredicesimo posto in Europa, dove il podio è occupato da Danimarca, Finlandia e Olanda, ma sul fronte del broad band i 10 milioni di accessi in Italia formano un mercato che, per dimensioni, è il quarto in Europa, alle spalle di Germania, Regno Unito e Francia.

Il rapporto completo di Between è pubblicato dall'Authority TLC a questo indirizzo.

[Fonte: Punto Informatico]

Etichette: , , , ,

mercoledì 15 ottobre 2008

Una biblioteca da 78 terabyte

Oltre due milioni di volumi, più di 737 milioni di pagine, 1713 tonnellate di carta tramutate in 78 terabyte di dati: si tratta dalla biblioteca digitale in fieri che un consorzio di 12 università statunitensi, e le biblioteche di 13 atenei, stanno edificando online.

HathiTrust è un progetto per riunire gli archivi delle sconfinate biblioteche delle università statunitensi e farle sfociare in un unico punto di riferimento online. La biblioteca di Berkeley, quella della Penn State, i volumi dell'Università di Chicago, quelli dell'Università del Michigan e molti molti altri convergeranno nell'HathiTrust: sarà una biblioteca elefantiaca, a suggerirlo è il nome assegnato al progetto, Hathi, il corrispettivo hindi per elefante, animale dalla solida memoria. L'obiettivo del progetto è quello di ampliare infinitamente le prospettive dei ricercatori: sarà un gesto immediato accedere al delicato volume che risiede fisicamente nella biblioteca a migliaia di chilometri di distanza, smaterializzato in bit che scorrono online.
Se gli atenei statunitensi hanno già alle spalle la migrazione verso la digitalizzazione, Hathi rappresenta la prima interfaccia comune per condividere la cultura, per lasciarla scorrere fra gli studenti e stimolare il loro interesse e incoraggiarli alla rielaborazione della cultura.
La digitalizzazione dei testi sta procedendo a favore del pubblico universitario o in parallelo alla collaborazione con iniziative come Google Book Search o come l'Open Content Alliance supportata da Internet Archive, Yahoo e Microsoft.

Se il lavoro sporco della digitalizzazione è già ben avviato, HathiTrust sta meditando sulle strategie per
uniformare i formati e armonizzare le soluzioni scelte dai singoli atenei per proporre al pubblico le proprie biblioteche. Nonostante HathiTrust si rivolga principalmente a coloro che orbitano intorno agli atenei, ha in comune con le altre iniziative di digitalizzazione di libri il nodo da sciogliere del copyright. Se Google sfida editori e autori promettendo loro visibilità e dobloni e sbattendo in rete contenuti protetti dal diritto d'autore, OCA ha scelto di imboccare un'altra strada e di chiedere l'autorizzazione preventiva dei detentori dei diritti e di digitalizzare e mettere a disposizione i soli contenuti caduti in pubblico dominio, un patrimonio spesso trascurato dagli editori ma non per questo di minor valore.
L'elefante di HathiTrust muove sul crinale delle due strategie: tutti i libri digitalizzati verranno riversati in rete
a favore del personale accademico, mentre i volumi il cui testo è caduto in pubblico dominio, circa il 16 per cento del totale, verranno resi disponibili anche ai cittadini della rete.

[Fonte: Punto Informatico]

Etichette: , , , ,

martedì 7 ottobre 2008

Speaky Media, e comandi media center a voce

È iniziata ufficialmente la distribuzione dell'innovativa soluzione hardware e software Speaky Media Center 2009, progettata per rendere possibile il controllo vocale delle funzioni del PC in linguaggio naturale.
Speaky Media Center 2009 è un software che permette di interagire con un PC Windows Media Center semplicemente usando la voce. Il sistema ascolta l’utente, ne recepisce i comandi, le richieste di informazioni e di servizi, ed eroga subito dopo quanto richiesto.
Speaky è un add-on per PC che comprende anche uno speciale telecomando con integrate le funzionalità vocali: si preme lo speciale tasto Speaky e si parla al microfono sul telecomando come se fosse un walkie-talkie. Il computer con Speaky riceve il comando tramite un ricevitore in radio frequenza connesso ad una porta USB, comprende il comando grazie al riconoscimento vocale e risponde poi all’utente compiendo l'operazione richiesta.
La particolarità di Speaky Media è che non necessita, contrariamente ad altri sistemi, di una fase di apprendimento. Chiunque prenda in mano il telecomando può parlare con il computer, anche i bambini, per i quali sono già disponibili alcuni giochi.
Mediavoice, l'azienda italiana che ha interamente progettato il sistema, ha messo a punto molte funzioni di Speaky in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi, dal momento che saranno moltissime le persone ipovedenti e non vedenti che trarranno beneficio dall'utilizzo di questo software.
Speaky Media rappresenta però anche un importante sforzo per abbattere il digital divide che ancora separa una larga fetta di potenziali utenti dai vantaggi del mondo digitale, a causa della complessità funzionale dei personal computer.
In Speaky 2009 sono compresi i servizi vocali per televisione, guida Tv, videoregistratore, musica, radio, fotografie, video, meteo, oroscopo, giochi, telefono, DVD, Televideo, presentazioni, domotica, audiolibri, Internet. Altri moduli specifici sono in via di definizione, tra cui un traduttore, il dizionario, l’enciclopedia e lo shopping vocale.
Speaky Media 2009 necessita di un PC dotato di sistema operativo Windows Vista ed è già prenotabile sul sito di Mediavoice ad un prezzo di 99 euro Iva compresa.

[Fonte: ntdlazio]

Etichette: , , ,

lunedì 29 settembre 2008

Apple lavora a una versione di iTunes per non vedenti

Apple sta sviluppando una versione di iTunes, il suo negozio di musica online, utilizzabile anche dai non vedenti, grazie a un programma in grado di convertire in messaggi vocali i testi contenuti nelle pagine del sito. Lo riferisce l'agenzia di stampa Dow Jones.
L'iniziativa è nata in seguito a un accordo tra Apple e la National Federation of the Blind, la maggiore associazione statunitense che tutela i diritti delle persone cieche, che ha recentemente elogiato la Apple per avere implementato nuove funzionalità su iPod Nano e iTunes, a vantaggio di persone non vedenti ed ipovedenti.
Apple ha inoltre ampliato la sezione del suo sito dedicata all'accessibilità, www.apple.com/accessibility.

L'iTunes per non vedenti, spiega Apple, sarà pronto entro il giugno del prossimo anno.

[Fonte: NTD Lazio]

Etichette: , , ,

martedì 16 settembre 2008

Qualità della banda larga, in testa il Giappone

banda largaGiappone, Svezia e Paesi Bassi: questo il trio di testa di una classifica stilata recentemente dall'universita di Oxford e dall'università di Oviedo, e supportata da Cisco Systems, come risultato di una ricerca condotta nel corso del mese di maggio per verificare quale nazione fosse in grado di offrire il miglior servizio di banda larga.

L'analisi è stata condotta sui servizi offerti da quarantadue differenti paesi, utilizzando i dati messi a disposizione dal sito www.speedtest.net.

Una analisi accurata di informazioni come la velocità in upload della connessione, la velocità in download, il sovraccarico della rete, i tempi di latenza e gli eventuali fenomeni di packet loss, hanno permesso al team di ricerca di determinare per ciascun Paese un punteggio denominato Broadband Quality Score (BQS).

Ogni punteggio è stato poi messo in relazione con due serie differenti di impieghi (descritti nel dettaglio in questo documento e in questa presentazione , arbitrariamente definiti dal gruppo di ricerca per stabilire un modello di "Today web browsing" e "Tomorrow web browsing". Secondo le analisi condotte, sono circa 22 i paesi che riuscirebbero a fornire connettività adeguata alle esigenze contemporanee e solamente uno, il Giappone, sarebbe in grado già oggi di soddisfare le possibili esigenze del futuro.

Tra i venti paesi che, secondo la ricerca, non fornirebbero ad oggi adeguata connettività ve ne sono alcuni piuttosto importanti come il Regno Unito, la Spagna, l'Australia e la Nuova Zelanda e la nostra Italia.

Il professor Alastair Nicholson della Oxford Saïd Business School ha commentato: "Lo studio è stato condotto sulla premessa che la nuova generazione di applicazioni web si basa su un più elevato livello di prestazioni rispetto alle attuali connessioni a banda larga. Le velocità di download maggiormente riscontrabili sono adeguate per normale navigazione web, email e servizi basilari di streaming video. [...] Un aspetto importante rivelato dallo studio è inoltre la stretta correlazione tra la qualità dei servizi di banda larga e il livello di sviluppo raggiunto dal Paese e alla luce di questa considerazione i legislatori dovrebbero adoperarsi per creare un ambiente in grado di permettere nel futuro l'avvento di servizi di banda larga di elevata qualità".

[Fonte: Hardware Upgrade]

Etichette: , , ,