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Web, tecnologia e accessibilità

giovedì 11 marzo 2010

Gli utenti di Twitter non sono così "social", dopo tutto

Twitter è un social network in rapida crescita, ma la maggior parte dei suo 50 milioni di utenti non fa che seguire gli altri utenti, piuttosto che scrivere messaggi.
In realtà, un enorme 73% degli account Twitter ha scritto meno di 10 volte, secondo un nuovo rapporto di Barracuda Networks, una società di sicurezza Internet americana.

In pratica, sembra che Twitter stia diventando sempre più un news feed che un social network, ha affermato Paul Judge, autore della relazione e Chief Research Officer di Barracuda.
Ciò solleva interrogativi circa il suo potenziale di crescita.

A partire da dicembre 2009, solo il 21% dei titolari di account Twitter erano ciò che Barracuda definisce come "utenti veri", vale a dire utenti che hanno almeno 10 followers, sono a loro volta follower di 10 utenti e hanno scritto almeno 10 tweet.
Ciò indica che la maggior parte degli utenti di Twitter" magari segue le proprie celebrità preferite, ma non interagisce con gli amici, come succede su Facebook o MySpace," afferma Judge.

[Fonte: CNN Money]

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sabato 20 febbraio 2010

I video più visti su YouTube: il portale festeggia i 5 anni di vita. Quali prospettive?

Dopo le prime sei candeline spente da Facebook e da Flickr, tocca ora a YouTube festeggiare i primi cinque anni di vita. Il primo video caricato su YouTube è datato 23 aprile 2005 e mostra Jawed Karim, uno dei fondatori del servizio, di fronte alla gabbia degli elefanti dello zoo di San Diego. Diciannove secondi in tutto.

Ma il dominio di YouTube era stato registrato due mesi prima, il 14 febbraio 2005, quando Jawed Karim, Chad Hurley e Steve Chen avevano avuto l’idea di realizzare un sistema che facilitasse la condivisione di video girati dagli utenti della Rete. Il 10 ottobre 2006, a poco più di un anno dalla nascita, YouTube viene acquistato da Google per 1,65 miliardi di dollari. YouTube faceva gola al colosso di Mountain View: a giugno 2006, ogni giorno venivano visualizzati circa 100 milioni di video e ogni 24 ore inseriti 65.000 nuovi filmati. Poi l’ulteriore crescita: dalle sei ore di video caricate ogni minuto a metà del 2007 si è passati a 20 ore di filmati caricati ogni minuto nel maggio 2009. Oggi il portale totalizza in media un miliardo di contatti al giorno.

Per festeggiare i primi cinque anni di attività, YouTube ha pubblicato la classifica dei cinque video più cliccati di sempre.

Al primo posto Charlie bit my finger - again! (160 milioni di clic), al secondo Evolution of dance (137 milioni), al terzo Miley Cyrus – 7 Thinghs – Official Music Video (110 milioni), al quarto Hahaha – Small daring boy (107 milioni) e al quinto Jeff Dunham – Achmed the Dead Terrorist (106 milioni).

In questo post firmato da Chad Hurley, il CEO di YouTube parla delle prospettive future: la tecnologia che ruota attorno ai video evolve velocemente, YouTube deve evolvere ancora più velocemente, scrive Hurley. Caricamenti rapidissimi e video in alta definizione devono essere fruiti su ogni tipo di device, ovunque e in qualsiasi momento.

[Fonte: Webmaster Point]

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giovedì 4 febbraio 2010

Test di verifica fra virtuale e reale

Lo sciopero degli stranieri del primo marzo rappresenta un test micidiale della diffusione di Internet nella società reale.

Ispirato ad un'analoga iniziativa francese è stato lanciato sul web (ed in particolare tramite Facebook) per il 1 marzo lo Sciopero degli stranieri.

Il lancio di questa iniziativa è basato unicamente su forme di autorganizzazione su Internet ed è la prima volta (la manifestazione viola anti-Berlusconi sicuramente aveva precisi sponsor nella real life) che un settore marginale della società - anche se consistente - viene chiamato alla mobilitazione quasi esclusivamente attraverso il mezzo Internet.

Un test storico ed interessante per capire quanto realmente può incidere nel sociale e nella politica italiana il mezzo comunicativo della Rete.

[Fonte: Scacco al web]

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sabato 3 ottobre 2009

Gaudium! Facebook parla anche in Latino

Il Latino è una delle 5 nuove lingue introdotte in Facebook, insieme all'Azero, il Faroese, il Georgiano e il Nepalese.

E' quindi possibile adesso avere l´intera interfaccia del Social Network in Latino, con le varie voci che diventeranno: Domus, Charta, Epistulae e via dicendo.

Il Latino risorge dunque a nuova vita su Internet, e sul Social Network più utilizzato in occidente: chi lo avrebbe mai detto?

L'annuncio di Facebook sul Blog ufficiale.

[Fonte: Software Zone]

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martedì 25 agosto 2009

Facebook Lite: più veloce e leggero per usarlo ovunque anche con connessioni lente

Si chiama Facebook Lite e consiste in una nuova versione del popolare sito di social networking, più leggera, a caricamento rapido, che consente di accettare nuovi amici, di lasciare commenti e messaggi, di vedere le foto e gli aggiornamenti di status.

È stata la stessa società di Mark Zuckerberg a precisare in una nota le caratteristiche e gli scopi di questo Facebook in versione dimagrita. Una precisazione che si è resa necessaria dopo che in Rete si era diffusa l’ipotesi che Facebook Lite fosse un’ulteriore risposta di Zuckerberg a Twitter, una nuova piattaforma che avrebbe cioè strizzato l’occhio al microblogging.

Niente di tutto ciò, a quanto pare. Solo una versione ottimizzata per coloro che dispongono di poca banda, pensata soprattutto per i netizen di paesi quali India e Cina e, in generale, del continente asiatico. Facebook, infatti, ha raccolto milioni di utenti in Europa e negli Stati Uniti e si prepara a bissare il successo di pubblico anche in Oriente. Facebook Lite è stato reso disponibile a una limitata quantità di utenti selezionati in qualità di Beta tester. Chi lo ha provato, lo descrive come una piattaforma scarna e minimale, dove compare una semplice bacheca e dove l’utente ha a disposizione una sola barra di navigazione con 4 categori: Muro, Info, Amici, Foto & Video.

Gli utenti possono solo scrivere brevi messaggi, aggiornare il proprio status, pubblicare foto e video, peraltro di qualità ridotta rispetto ai file inseriti sulla versione standard. I feedback ricevuti dai tester potrebbe servire anche a ottimizzare l’utilizzo del social network sui telefonini.

[Fonte: Webmaster Point]

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mercoledì 22 luglio 2009

Facebook in ufficio sul lavoro: quanto viene usato e come?

Una nuova ricerca sui tempi e i modi di utilizzo di Facebook nei luoghi di lavoro, i cui risultati, pur con le dovute riserve del caso, possono estendersi anche agli altri social network.
Nucleus Research ha scelto la creatura di Mark Zuckerberg perché rappresenta il social network più popolare e più utilizzato al mondo, il punto di riferimento ottimale, dunque, per sondare il terreno e cercare di individuare quanto e in che maniera uno strumento siffatto influisca sulla produttività dei lavoratori.

Non è, come anticipato, il primo studio in questo senso. Tempo fa, una ricerca condotta presso la NUS Business School dell’Università di Singapore, sebbene più ampia e non legata esclusivamente all’utilizzo di Facebook, ha mostrato come, ogni giorno, in ufficio si spendano circa 51 minuti nel controllare la propria email, nel leggere le news, nell’aggiornare il proprio profilo sui siti di social networking. Secondo i ricercatori della NUS, si tratterebbe di un’ora di otium proficuo, che renderebbe più piacevole il lavoro e aumenterebbe la produttività.

I risultati di Nucleus Research, invece, evidenziano che l’utilizzo di Facebook comporti una perdita di produttività dell’1,47%, con chiare ricadute sui costi aziendali.

Quanto e come viene usato Facebook negli uffici? Il 77% dei lavoratori dispone di un account su Facebook, i due terzi di essi vi accedono durante le ore di lavoro per circa 15 minuti al giorno. L’87% di questi ultimi, spiega Nucleus Research, accede a Facebook solo per svago, senza alcuna motivazione inerente il lavoro. Un lavoratore ogni 33, inoltre, ha costruito il proprio profilo esclusivamente nelle ore d’ufficio.

Sono informazioni interessanti che possono aiutare chi gestisce le policy aziendali a scegliere se bloccare o meno l'accesso dei dipendenti al social network.

[Fonte: Webmasterpoint]

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giovedì 23 aprile 2009

Facebook si pone il problema dell'accessibilità

Le piattaforme di social networking cominciano a porsi il problema di come intercettare l'utenza con disailità.

Sempre più spesso le associazioni di persone con disabilità pongono il problema dell'accessibilità delle piattaforme di social networking riuscendo in alcuni casi ad attirare l'attenzione dei big del Web 2.0.

Sulla pagina del Centro di assistenza per l'accessibilità di Facebook oltre al collegamento all'helpdesk specifico sull'accessibilità si trovano indicazioni sul captcha di tipo audio, il collegamento alla versione mobile, la versione no Javascript del Gift Shop, suggerimenti per le funzionalità di zoom con i vari browser, raccomandazioni sull'uso di titolazioni per le immagini (caption), mappatura delle scorciatoie da tastiera.

[Fonte: Scacco al web]

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mercoledì 8 aprile 2009

Facebook lavora per essere più accessibile ai non vedenti

Facebook sta lavorando con la Fondazione Americana per i Ciechi (American Foundation for the Blind AFB) per rendere il suo social network più accessibile agli utenti non vedenti o ipovedenti.
Il presidente dell’associazione Carl Augusto ha spiegato i problemi che incontrano gli utenti non vedenti durante la navigazione web.
Facebook ritiene importante consentire agli utenti non vedenti di connettersi con amici, parenti e colleghi sparsi per il pianeta. Secondo le statistiche della AFB, ci sono oltre 20 milioni di americani che hanno problemi gravi con la vista.
Carl Augusto dichiara che spesso queste persone sono costrette ad utilizzare un programma per ingrandire lo schermo e quindi visualizzare i caratteri più grandi, oppure utilizzare un programma di lettura dello schermo. Tuttavia non sempre le pagine web sono compatibili con questi programmi. La sfida dei moderni social network è quella di migliorare questa compatibilità e diventare più accessibili.

[Fonte: NTD Lazio]

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martedì 24 febbraio 2009

Su Facebook i primi malware in salsa web app

Facebook, il celeberrimo social network che sta raggiungendo le vette delle classifiche di qualsiasi cosa, potrebbe passare alla storia anche per essere stato la prima piattaforma a ospitare i primi rudimentali tentativi di malware che proliferino in un sistema interamente basato sul web.

Tanto tempo fa i virus erano degni di questo nome, e svilupparli era una sfida tale che si sarebbe potuta considerare un’arte. Poi arrivò internet e l’esplosione demografica degli internauti, unita ad impiegati annoiati con in mano client di posta con controlli ActiveX. Così per far girare un worm bastava inviarlo via mail e sperare (fiduciosi) che il destinatario la aprisse. Ora siamo (quasi) tutti consapevoli e ben armati contro i malintenzionati e non è più così facile infilare worm e trojan nei pc della gente.

La storia però sembra ricominciare da capo con le applicazioni che girano interamente su web (le cosiddette "web app"). Man mano che le applicazioni e le piattaforme web based si evolvono, diventano sempre più degli ambienti complessi in cui ci muoviamo, comunichiamo, lavoriamo e conserviamo i nostri dati, magari riservati. Con l’aumentare delle possibilità per l’utente, aumentano anche le opportunità per i furbi.

Ma scendiamo nei particolari. Oggi aprendo la home di Facebook mi son ritrovato il menu a tendina delle notifiche stracolmo, con mia somma gioia, aprendolo però ho trovato soltanto dei messaggi ingannevoli.

Quelle visibili sono solo le più recenti di una lunga sfilza di notifiche, tutte dalla stessa applicazione, che invitano a cliccare sul link per leggere il messaggio inviato da uno dei propri contatti.
Ovviamente non c’è nessun messaggio, e l’unica cosa che si ottiene seguendo il link è quella di ritrovarsi l’applicazione installata, che inizierà immediatamente a inviare lo stessa falsa notifica a tutti gli “amici”.

Come era una volta per le email, il veicolo principale di diffusione torna ad essere l’inesperienza, l’ingenuità o la distrazione degli utenti.
Una volta descritto il metodo di diffusione di questa sottospecie prototipale di worm, bisogna chiedersi quali siano i rischi per gli utenti che ne cadono vittime. Fortunatamente per ora sono ben pochi.

Nel caso di Facebook, le applicazioni sviluppate per funzionare all’interno del social network hanno potenzialmente accesso a tutti i dati del nostro profilo (da non confondere con i dati dell’account) e alle nostre attività. Fortunatamente Facebook è un posto destinato alla pubblicazione di materiale: per quanto si desideri restringere i permessi di visualizzazione, nessuno inserisce informazioni confidenziali tra le sue pagine, quindi, tutto sommato, la nostra privacy e la nostra sicurezza sono, per il momento, salve.

E' importante far notare che gli amministratori di Facebook effettuano controlli e fanno sparire nell’oblio queste applicazioni, insieme a tutte le tracce che avevano lasciato nei profili e nelle cronologie delle notifiche.

Per ora non c’è da preoccuparsi dunque, ma questi sono fenomeni che andranno tenuti sempre più sotto osservazione, man mano che le nostre attività informatiche si sposteranno all’interno del browser.

[Fonte: Appunti Digitali]

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lunedì 22 settembre 2008

L'inaccessibilità di Facebook

Facebook è uno dei più noti siti appartenenti alla categoria del cosiddetto Social Networking.
Inizialmente, il sito era in gran parte accessibile ai non vedenti. Tuttavia, il nuovo layout risulta difficile da navigare per la comunità di non vedenti.

Una delle pecche più gravi è rappresentata dall'impossibilità di utilizzare Internet Explorer, a causa della struttura "down-arrowing" dei menù, che è poi il modo tradizionale per le persone di visualizzare i testi. Anziché poter leggere tutto. La situazione migliora con Firefox, che possiede una propria serie di strumenti dedicati all'accessibilità.

La precedente versione di Facebook aveva anch'essa alcuni strumenti sviluppati appositamente per garantire l'accessibilità, come ad esempio i captias, che permettono a un sito web di verificare se, ad esempio, un modulo è stato compilato da un utente "reale" oppure da uno spyware.

Facebook dispone di una versione audio. Tuttavia, a detta di alcuni utenti, questa versione è di cattiva qualità.

Facebook è solo uno degli esempi dei problemi legati all'accessibilità che la comunità dei non vedenti deve affrontare quotidianamente. Molti dei siti web finalizzati al messa in contatto delle persone non sono accessibili, a causa del layout o dei captias.

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