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Web, tecnologia e accessibilità

mercoledì 28 aprile 2010

Italia nella Top ten dei censori di Google

Google pubblica i dati sui paesi che richiedono la rimozione di video o articoli sui suoi servizi.

Sgombriamo il campo dagli equivoci: Brasile, Germania, India e Stati Uniti sono i paesi nel mondo i cui si registrano maggiori richieste per cancellare blog, video o altre informazione ospitate a vario titolo sui servizi di Google (YouTube compreso).

Colpisce comunque che nella Top Ten
, ed esattamente al settimo posto si piazzi l'Italia con le sue 57 richieste di censura riguardanti blog, video, gruppi di discussione, video ed ordinamenti vari dei risultati di ricerca.


Outsider, ovviamente, la Cina, sia per la rottura recente con Google sia per la sua politica di non voler divulgare in nessun modo questo tipo di richieste governative.


[Fonte: Scacco al Web]

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domenica 7 marzo 2010

YouTube sa cosa dici

YouTube ha ufficialmente aperto la strada al servizio automatico per i sottotitoli di tutti i filmati. Estendendo l'opzione già in prova a tutti i video della piattaforma.

Il principale vantaggio proclamato da
Google è quello di rendere il servizio accessibile ai non udenti e a coloro che stanno cercando di imparare l'inglese. "La parte fondamentale del DNA di YouTube è l'accessibilità al contenuto" ha infatti spiegato il product manager Hunter Walk.
Lo sviluppatore software di Google Ken Harrenstien, sordo dalla nascita, ne ha poi sottolineato l'importanza, spiegando che ora, grazie al nuovo servizio, potrà andarsi a rivedere quei corsi del MIT che non aveva potuto seguire, "non avendo senso sedere lì e guardare le persone muovere la bocca".


Il servizio è possibile grazie al software di riconoscimento vocale sviluppato da Google e finora testato con alcuni partner (per esempio per i canali di alcune università statunitensi e del National Geographic) e che utilizza alcuni degli algoritmi utilizzati dal Voice Search impiegato da Google nel mobile.


Articolo completo

[Fonte:
NTD Lazio]

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lunedì 1 marzo 2010

Informatica in rosa by Google

Google sbarca a Firenze per promuovere l'informatica al femminile.
Si terrà dal 25 al 29 ottobre 2010 a Firenze l'ACM Multimedia 2010 International Conference e per questa occasione Google lancia un bando apposito per incoraggiare il coninvolgimento delle donne nei progetti informatici.

C'è tempo fino al 21 marzo per presentare contributi alla conferenza internazionale mentre il termine per iscriversi gratuitamente come inviata scientifica di Google alla conferenza e beneficiare di un rimborso di trecento euro per le spese di viaggio scade il 27 settembre 2010.

[Fonte: Scacco al Web]

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mercoledì 24 febbraio 2010

Google: Caso Vividown, l'intermediario è responsabile

Tre dirigenti Google (all'epoca dei fatti) sono stati condannati dal Tribunale di Milano per il caso aperto dalla diffusione in Rete, nel 2006, di un video in cui un giovane disabile di Torino veniva vessato dai compagni di scuola. Si tratterebbe del primo procedimento penale, anche a livello internazionale, che vede imputati responsabili di Google per dei contenuti postati dagli utenti.

Nelle scorse udienze i familiari del minore disabile avevano ritirato la querela nei confronti dei dirigenti di Google in seguito alle scuse ed alle iniziative di Google promosse in ambito sociale.

Ma il procedimento è proseguito ugualmente. Ad essere condannati David Carl Drummond, ex Presidente del CdA di Google Italia, George Reyes, ex membro del CdA di Google Italia e Peter Fleischer, responsabile delle strategie del gruppo: la condanna a 6 mesi di reclusione (con pena sospesa) è per
violazione della privacy. Assolto, invece, Arvind Desikan, responsabile del progetto Google video per l'Europa, perché accusato per diffamazione, l'altro capo di accusa dei PM, per cui gli imputati sono stati tutti assolti.

Le motivazioni della sentenza non sono ancora state divulgate, si attendono tra i tre e i sei mesi, ma sembra tuttavia confermata la tesi della Procura, secondo cui
Google Video non sarebbe una piattaforma neutrale e quindi sarebbe sottoposta ad un obbligo di controllo. Una sentenza che ha accolto il plauso dei PM Francesco Caiani e Alfredo Robledo che hanno commentato: "il diritto di impresa non può prevalere sulla privacy e sulla tutela dei diritti della persona".

"Una sentenza - dichiara dal canto suo Google - che mette in discussione i
principi fondamentali di libertà dal momento che i nostri dipendenti sono stati condannati dal giudice per atti commessi da terzi: loro non hanno niente a che fare con il video, non lo hanno girato, né caricato, né visionato".

In attesa delle motivazioni, l'impressione di molti osservatori è che la sentenza irrompa di fatto nelle tutele previste a favore degli intermediari dalla direttiva europea sul commercio elettronico e confermi la tendenza a voler attribuire obblighi di sorveglianza agli operatori della Rete. Richiamando questa questione Google si dichiara profondamente turbata: se il principio di "segnalazione e rimozione viene meno e siti come Blogger o YouTube sono ritenuti responsabili di un attento controllo di ogni singolo contenuto caricato sulle loro piattaforme - ogni singolo testo, foto, file o video - il Web come lo conosciamo cesserà di esistere, e molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici ad esso connessi potrebbero sparire".


[Fonte:
Punto Informatico]

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martedì 19 gennaio 2010

Se Google lascia la Cina

In queste ultime ore la minaccia di Google di sospendere gli accordi sulle attività di filtraggio presi con la Cina fino all' ipotesi di dover chiudere la sua sede cinese, sta concentrando attorno a sé l'attenzione di molti media e bloggers.

La risposta di Google all'attacco che alcuni attivisti cinesi dei diritti umani avrebbero subito da parte di hacker spie sui propri indirizzi di posta elettronica non sembra per ora una vera e propria decisione quanto piuttosto un'intenzione che ha i toni della minaccia.

Sappiamo che l'attacco avrebbe coinvolto 34 aziende tecnologiche di diverso tipo, ma finora solo la Adobe, prima di Google, ha ammesso di aver subito l’intrusione.

La questione non è nuova. Già Andrew McLaughlin, responsabile per la politica pubblica di Google, aveva invitato lettori e istituzioni a prendere posizione contro la censura, e a oggi resta irrisolta la controversia: è meglio dare un accesso censurato alla tecnologia di ricerca di Google piuttosto che non darlo affatto? E a quel punto, possiamo correre il rischio dei falsi risultati?

E' inoltre è ancora attiva e irrisolta la distinzione proposta qualche tempo fa da Google tra
censura legittima, come in caso di pornografia o problemi legati al copyright, e censura non legittima.

Chi decide cosa?

Staremo a vedere. Nel frattempo il dibattito si anima tra blogger e addetti ai lavori.

[Fonte: Codice Internet]

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martedì 29 dicembre 2009

Google Braille

Si raffina l'esperimento di Google Labs per agevolare l'accesso alle ricerche alle persone disabili.

Quasi una sorta di
Google Braille, l'esperimento di Google Labs per rendere maggiormente accessibili i risultati delle ricerche a persone non vedenti ed ipovedenti.

Sono numerose le funzionalità offerte, fra le quali la possibilità di navigare da tastiera fra i risultati della ricerca e la forte evidenziazione grafica dei risultati stessi.


[Fonte: Scacco al Web]

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venerdì 18 dicembre 2009

Chrome sorpassa Safari

Il mercato dei browser per la navigazione Web è in pieno fermento, da una parte la Mozilla Foundation ha recentemente messo a disposizione le nuovissime versioni 3.5.6 e 3.0.16 di Firefox, dall'altra Google Chrome ha appena sorpassato Apple Safari per numero di utilizzatori.

Con gli ultimi aggiornamenti Firefox presenta alcune migliorie e maggiore stabilità, ma soprattutto risolve una pericolosa vulnerabilità dovuta ad un
integer overflow relativo alla libreria video Theora; utenti malintenzionati avrebbero potuto generare crash da remoto tramite questo bug.

Firefox continua a mantenere la seconda posizione nel settore dei browser dopo
Internet Explorer che si conferma ancora il programma di navigazione più utilizzato; la terza posizione, un tempo occupata da Safari, è ora apannaggio di Google Chrome.

A consentire il sorpasso del browser di Mountain View sul programma di Cupertino sarebbero state anche le beta recentemente distribuite per l'installazione del browser sui sistemi operativi
Linux e MacOsx.

[Fonte:
Mr Webmaster]

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martedì 15 dicembre 2009

Google annuncia ufficialmente il Google Phone

Per ora è unicamente nelle mani di un numero imprecisato di dipendenti Google, ma il Google Phone, cioè un telefono brandizzato Google con a bordo Android è ormai un fatto ufficiale.

E' arrivato infatti dopo numerosi rumor, illazioni e smentite un annuncio da parte di Mountain View che conferma l´intenzione di mettere in commercio un suo telefono.


Secondo quanto trapela dai Googler che sono stati selezionati per il test, il Google Phone avrà OS Android 2.1 e sarà prodotto quasi certamente da
HTC. Il telefono sarebbe molto veloce e sottile come l'iPhone, con un chip Snapdragon e uno schermo ad alta risoluzione: touschscreen, naturalmente.

"Essendo il test per ora limitato ai nostri dipendenti, non possiamo fornire dettagli sul dispositivo" scrive Google "ma speriamo di poterlo fare presto".


E c'è da crederci, se come emerge dalle prime informazioni, la commercializzazione del Google Phone dovrebbe avvenire già il mese prossimo, a inizio 2010.


[Fonte:
Software Zone]

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mercoledì 11 novembre 2009

Samsung sfida Android con Bada

Samsung, il più grande conglomerato industriale del mondo, decide di entrare nel già sovraffollato mercato dei sistemi operativi per smartphone, PDA e dispositivi mobile annunciando Bada, una piattaforma, a dire del produttore, ricca di opportunità e strumenti innovativi per sviluppatori che potranno lavorare più o meno a briglie sciolte su ogni genere di esperienza applicativa.

Dall'alto della sua forza tecnologica ed economica, il colosso sudcoreano già produce cellulari evoluti su cui gira ogni sorta di OS oggi disponibile, poco importa che si tratti di Windows Mobile, Symbian, Android o altri. Lo sviluppo di un sistema brandizzato potrebbe dunque essere giustificato con la volontà di gestire una piattaforma che, per quanto venga definita aperta, potrebbe limitarsi a potenziare l'esperienza degli utenti di dispositivi Samsung.


Nella press release ufficiale, Bada ("oceano" in coreano) viene descritto come un sistema operativo open source dotato di uno degli ambienti più adatti allo sviluppo di appliance, soprattutto nel campo delle applicazioni in remoto (o "cloud computing" che dir si voglia). Completano il quadro un'interfaccia utente definita "rivoluzionaria" e la possibilità per gli operatori di telefonia di personalizzare i dispositivi Bada con servizi "unici e differenziati".


Open source, orientato agli sviluppatori e votato al mercato consumer, Bada si qualifica in tutto come una vera e propria alternativa ad Android di Google. Con la differenza non da poco che il sistema operativo dell'androide verde è pensato per girare su un numero quanto più vasto è possibile di dispositivi portatili, mentre l'ecosistema Bada sarà limitato ai soli smartphone marcati Samsung.


I dettagli sul nuovo mobile OS coreano sono al momento scarsi, ma l'attesa di nuove informazioni dovrebbe essere breve: Bada verrà presentato ufficialmente (sotto forma di SDK per sviluppatori) a dicembre in un evento che si terrà Londra, mentre i primi Bada-smartphone arriveranno sul mercato nella
seconda metà del 2010.

[Fonte:
Punto Informatico]

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mercoledì 21 ottobre 2009

Nuovo servizio gratuito Google Audio in arrivo

Google lancerà presto un servizio gratuito dedicato alla musica.

La società ha trascorso le ultime settimane a raccogliere
da importanti etichette musicali contenuti per il lancio del servizio, che potrebbe chiamarsi Google Audio.

Questo nuovo servizio sarà inizialmente fruibile gratuitamente da parte degli utenti statunitensi, anche se non è ancora chiaro se metterà a disposizione musica per il download o lo streaming, oppure entrambi.

Google ha già un dignitoso (seppur poco utilizzato) motore di ricerca musicale accessibile semplicemente digitando "music:" prima di una query (ad esempio), ma i brani non sono disponibili per lo streaming o scaricabili a seguito di tali ricerche.

Qualche mese fa,
Microsoft aveva annunciato la nascita di un servizio simile riservato al mercato anglosassone, ma per il momento se ne son perse le tracce.

Google Audio potrebbe
rivoluzionare il panorama musicale e tagliare fuori concorrenti importanti come iTunes di Apple e Amazon, che offrono materiale a pagamento.
Staremo a vedere.

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martedì 22 settembre 2009

Meta Tag Keywords: R.I.P.

Matt Cutts, Software Engineer di Google, decreta la morte definitiva del meta Tag "Keywords".

In un post sul Blog ufficiale di Google dedicato ai Webmaster infatti, Cutts scrive a chiare lettere che Google non usa il meta tag "keywords" per il ranking nei risultati di ricerca.

Cutts fa l´esempio di due siti differenti a.com e b.com. Se b.com utilizza nel meta tag "keywords" la keyword con il nome del concorrente, quest´ultimo può vivere sonni tranquilli: Google se ne impipa.

Non è una novità ed è una politica che Google ha messo in atto da tempo, in seguito alla "degenarione" dell´utilizzo del Meta Tag "Keywords", ma si tratta però della prima conferma ufficiale da parte di BigG.
L´ingegnere Google non esclude che in futuro possa variare questa politica (dunque meglio comunque mettere il Meta Tag "Keywords" in ogni caso, quando si sviluppa un Sito) ma definisce questo eventuale cambio di rotta come "molto difficile".

Cutts pone invece l´accento sul Meta Tag "Description", il quale, nonostante non venga considerato dal Motore di Ricerca per il ranking, è importante per la generazione dello snippet, è cioè quella parte di testo descrittivo sotto al link nei risultati.

[Fonte: Software Zone]

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giovedì 17 settembre 2009

Google Chrome 3.0: ancora più veloce

Google ha appena aggiornato il suo browser alla versione stabile 3.0, a circa un anno di distanza dal suo lancio ufficiale. Sul blog di Google si apprende che, nell'ultimo anno, il team di sviluppo ha rilasciato 51 versioni per sviluppatori, 21 beta e 15 release stabili del proprio browser, correggendo in tutto oltre 3500 bug. La nuova versione di Chrome promette un sensibile incremento delle performance, ma le maggiori novità riguardano le opzioni di personalizzazione. Tutto ciò ha portato a un significativo aumento delle prestazioni e alla realizzazione di un motore JavaScript più veloce del 150% rispetto alla prima versione di Chrome, e del 25% rispetto a Chrome 2.0. Il browser non è ancora disponibile per i sistemi Linux e Mac OS X e la sola versione disponibile di Google Chrome 3.0 è quella per Windows, scaricabile da questa pagina.

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sabato 29 agosto 2009

Addio al topo di biblioteca

La notizia è apparsa proprio mentre l'Ifla, l'International Federation of Library Associations and Institutions, era riunita in occasione del suo 75° Congresso mondiale a Milano per discutere sulle prospettive e sulle implicazioni della digitalizzazione del patrimonio librario. Bene: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha raggiunto un accordo con Google Libri per la migrazione online del suo (nostro).

Detta così potrebbe anche non sembrare una notizia da prima pagina, se non fosse che al MIBAC fanno capo 46 biblioteche pubbliche statali tra cui le due Biblioteche Nazionali, quella di Roma e quella di Firenze, che catalogano tutto ma proprio tutto quanto viene pubblicato in Italia, oltre storica Braidense di Milano e a numerose altre biblioteche universitarie e tematiche.

Insomma, qui ci sono di mezzo 16 milioni di titoli, compresi manoscritti e incunaboli precedenti al Cinquecento sostanzialmente inaccessibili fino a oggi. Non perché vietati al pubblico, ma perché per poterli leggere, sfogliare e guardare è necessario recarsi presso le biblioteche in cui si trovano, prenotarne la visione e sottostare a un'infinità di regole – ineccepibili – che li preservano dal deterioramento. Una trafila in grado di scoraggiare molti.

L'accordo è per ora in attesa di tutti i dettagli operativi, compreso quello sui libri tuttora coperti da copyright, ma Mario Resca (direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del ministero) ci vede solo aspetti positivi: l'accessibilità universale a questi scritti senza limiti di tempo o geografici; la preservazione perpetua dei testi (l'alluvione di Firenze è ancora un incubo per chi si occupa di biblioteche); un notevole risparmio economico, visto che da adesso a mettere i soldi per la digitalizzazione sarà Google e non Bondi, il cui portafoglio deve fare i conti con i tempi magri che corrono.

Ovviamente anche la società di Mountain View gongola per l'accordo, che – dopo le controversie con i privati per i diritti d'autore e gli accordi con istituzioni anche in Europa (dalla Bibliothèque Nationale de France a quelle di Svizzera, Belgio, Spagna e Germania) – le mette in mano una fiche quasi imbattibile in questo suo segmento di business.

Ed è qui che probabilmente si fermano gli aspetti positivi dell'accordo, visto che la potenziale posizione di monopolio di Google potrebbe diventare a sua volta un limite all'accesso libero al sapere, come più volte ribadito dalla Open Content Alliance, una organizzazione non-profit per la diffusione digitale del patrimonio culturale a cui partecipano numerose istituzioni culturali di tutto il mondo. E se fino a ieri l'OCA doveva fare i conti solo sulle proprie forze, ora può sfruttare l'appoggio di nomi come Microsoft, Amazon e Yahoo, forse terrorizzate all'idea di rimanere tagliate fuori dalla nuova frontiera delle ricerche online: quella dei libri.

[Fonte: Wired]

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giovedì 13 agosto 2009

Google Wave in anteprima

Nuovi frammenti di preview di Wave svelano l'assalto di Google alla comunicazione istantanea.

Il racconto di un incontro con i programmatori Lars e Jens Rasmussen ci regala qualche anteprima di Google Wave.

Wave non solo sembra l'assalto finale di Google al mondo della messaggestica istantanea (e collaborativa) ma anche un cavallo di troia per interagire con le altre piattaforme di social networking: non mancheranno infatti estensioni a Twitter e ad altre possibili servizi Web 2.0.

Grazie allo sviluppo html5 su cui è basato, Wave sarà potenziato dalle integrazioni con gli oramai innumerevoli servizi di Google (con particolare attenzione ai servizi di traduzione) regalando un'esperienza comunicativa veramente complessa ed intrigante che - manco a dirlo - sarà accessibile anche da dispositivi mobili.

[Fonte: Scacco al Web]

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giovedì 30 luglio 2009

Microsoft e Yahoo: accordo fatto. Cosa prevede l'alleanza

La telenovela è finita o, meglio, tutti i rumors e le indiscrezioni sull’affare Microhoo che hanno accompagnato l’intero 2008 e i primi mesi del 2009 sono stati sostituiti dall’annuncio ufficiale con cui Microsoft ha comunicato di aver firmato con Yahoo! un accordo di collaborazione decennale per sviluppare una partnership nel campo dei motori di ricerca e della pubblicità on line. Obiettivo: contrastare lo strapotere di Google, che ad oggi controlla oltre il 70% del mercato.

In base all’accordo, Microsoft acquisterà una licenza esclusiva per le tecnologie di ricerca di Yahoo!, mentre Bing sarà il provider di ricerca di Yahoo!. Ciascuna compagnia manterrà la sua forza vendite e la sua attività di display advertising. Microsoft utilizzerà un sistema di revenue sharing per condividere gli introiti con Yahoo!.

L’azienda di Sunnyvale stima che la partnership produrrà un beneficio di utile operativo annuale di circa 500 milioni di dollari e un cash flow operativo annuale di circa 275 milioni di dollari. Tra gli altri punti, l’accordo prevede che Yahoo! diventi la forza esclusiva globale per le inserizioni di entrambe le compagnie, mentre Microsoft’s AdCenter si occuperà della gestione delle transazioni. Soddisfazione è stata espressa da Steve Ballmer e da Carol Bartz, rispettivamente CEO di Microsoft e CEO di Yahoo!.

Secondo Ballmer, l’accordo migliorerà l’esperienza di ricerca sul web per utenti e inserzionisti e sosterrà l’innovazione nell’industria. La Bartz ha affermato che l’alleanza darà il via a una nuova era dello sviluppo e dell’innovazione di Internet.

[Fonte: Webmaster Point]

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martedì 14 luglio 2009

Google prende posizione contro la "Legge bavaglio"

In un post sul blog ufficiale di Google, scritto da Marco Pancini, European Senior Policy Counsel, il colosso di Mountain View ha preso posizione circa la cosiddetta “legge bavaglio” (Lodo Alfano) che tiene banco in queste ultime settimane.

Pancini inquadra a fondamento di questa legge - manco a dirlo - una scarsa comprensione delle dinamiche del web e, pur ritenendo degno di tutela il principio secondo cui siamo responsabili delle nostre azioni sia quando siamo online sia quando ci muoviamo nel cosiddetto mondo reale, non ritiene sia corretto equiparare un blogger al direttore di un quotidiano nazionale.

Indubitabile il fatto che questa legge non trasudi competenza circa le logiche della rete, e che trascuri opportunamente quello strato di intrinseca irrilevanza che avvolge pretesi fenomeni di massa come i gruppi Facebook, per lasciar spazio al comico e incompetente decisionismo di - ahimè - autentici attivisti della rete come l’on. Carlucci.

Il problema della responsabilità di chi ha facoltà di influenzare l’opinione altrui tramite media di massa, è tuttavia forte, e proprio per questo meriterebbe di essere normato. Una legge in tale direzione avrebbe l’effetto inevitabile di rallentare la crescita dei contenuti user generated, cruciale per Google - già peraltro alle prese con problemi relativi alla qualità dei contenuti - da cui pare provenga la citata presa di posizione.

In un paese democratico in cui, tuttavia, c’è difficoltà a ricondurre alle proprie responsabilità anche i direttori delle reti di stato, un crackdown su blog e social network non dovrebbe avere diritto d’asilo.

[Fonte: Appunti Digitali]

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mercoledì 8 luglio 2009

Google, Chrome sarà un OS

La lieta novella è giunta nella notte: Google sta per dare vita a Google Chrome OS, primo sistema operativo targato Mountain View. Il lancio è previsto per la seconda metà del 2010.

Il primo obiettivo fissato da BigG per il suo ultimo pargolo è il raggiungimento di una consistente fetta del mercato dei netbook. Capace di girare sia su processori ARM che x86, Google Chrome OS è un sistema operativo leggero basato su un kernel Linux: "Stiamo ultimando il nostro OS - spiega Sundar Pichai di Google - in modo da renderlo snello, veloce e quindi capace di catapultare gli utenti sul Web pochi secondi dopo l'avvio".

Entro la fine dell'anno Google rilascerà per intero il codice sorgente, come fatto in precedenza per Android. Nel frattempo, per la gioia dei suoi competitor, si metterà in contatto con i maggiori produttori di notebook in miniatura per riempire gli scaffali il più possibile.
Google Chrome OS dovrebbe interfacciarsi perfettamente con tutte le applicazioni cloud-based prodotte nel Googleplex: in particolar modo Gmail, GTalk, Calendar e Docs, finalmente liberate dalla dicitura beta che le accompagnava da ormai parecchio tempo. "Tuttavia - ha precisato Matthew Glotzbach - per chi dovesse sentire la mancanza del marchio beta abbiamo reso possibile la sua reintroduzione dal pannello di controllo di Gmail".

[Fonte: Punto Informatico]

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sabato 27 giugno 2009

Motori di ricerca e Iran

Google è il motore di ricerca che maggiormente si è impegnato nell'indicizzare le vicende iraniane.

Anche se Twitter rimane la fonte principale di notizie per le rivolte dei giovani in Iran, anche a causa della sua capacità di geolocalizzazione delle notizie, è interessante vedere quanto e come si sono impegnati i motori di ricerca nel seguire (indicizzare quindi) i fatti iraniani.

Quantitativamente parlando la query site: .ir che ci rivela quante pagine sono indicizzate appartenenti al dominio iraniano svela Google e Yahoo! come i due motori di ricerca che hanno indicizzato un numero più alto di pagine (entrambi sopra i trenta milioni).
Per quanto riguarda il canale delle news Google svetta su tutti con i suoi
57 milioni di risultati sollecitato con la query Tehran.

Colpiscono, infine, i risultati relativi alla query Mousavi Iran Neda che dovrebbe in qualche modo rivelarci le fonti di informazione sui motori che hanno denunciato l'uccisione di una manifestante: oltre 7 milioni di risultati per Google che confermano la grande attenzione del mondo occidentale ai
tragici eventi di Tehran mentre ad Oriente i risultati sono numericamente molto inferiori su motori come Yandex, Baidu oppure Goo ed addirittura quasi nulli su molti motori di ricerca dell'area geografica adiacente all'Iran come Bilgi, Iranmehr, Tayait, Onkosh e Araboo; unica eccezione fra i motori di ricerca in lingua araba, capace di offire una copertura significativa alle dimostrazioni di piazza, è Arabi .

[Fonte: Scacco al Web]

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martedì 2 giugno 2009

Bing è online

Bing è online: si alza il sipario sul nuovo motore di ricerca di casa Microsoft.

A differenza di quanto si era intravisto nei giorni scorsi e di quanto annunciato, ancora non è usufruibile il canale Salute, mentre sono in buona evidenza i canali Immagini, Shopping, Notizie e Mappe.

La ricerca delle Immagini è ricca di opzioni potendo scegliere fra ritratti di persone ed illustrazioni, colori dominanti e tipi di layout, il servizio Mappe tiene testa a quello di Google.

Il confronto con Google (ancora) non regge sul fronte dei risultati di ricerca offerti - meno della metà in molti casi - mentre sul fronte della qualità dei risultati sarà come al solito il pubblico a decidere se essere soddisfatto o meno dei risultati offerti e quindi far salire (o scendere) di qualche punto Bing nell'agognata clsassifica dei motori di ricerca.

Insoddisfatti dei risultati offerti? Consolatevi con i giochi e gli intrattenimenti offerti alla fine dei risultati di ricerca fra cui Typectionary per migliorare il proprio italiano e l'Abbecedario per personalizzare e colorare Messenger...

[Fonte: Scacco al Web]

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martedì 26 maggio 2009

Telefonini Eyes-Free: la vista non servirà più?

C’e’ una categoria di utenti, i non vedenti, per la quale ll'interfaccia eyes-free è l’unica strada percorribile: interessante in tal senso l'iniziativa di Google per dotare il suo sistema operativo Android di un'interfaccia eyes-free.

Per gli utenti vedenti, l’uso di interfacce eyes-free viene invece motivato con il fatto che le persone usano i telefonini mentre fanno altre cose (purtroppo anche pericolose, come guidare un veicolo) e quindi l'interfaccia eyes-free viene proposta come una soluzione che libera la vista dell’utente per permettergli di concentrarla su queste altre attività.
Dietro questa motivazione si cela però un’aspettativa eccessiva.
Questo è uno dei temi su cui mi hanno invitato a tenere il keynote speech dell'evento internazionale sulle interfacce multimodali svoltosi la scorsa settimana al Fraunhofer Institute in Germania. In estrema sintesi, mentre un’interfaccia eyes-free può essere perfetta per compiti semplici (descrivo un esempio originale alla fine del post), quando il compito da svolgere diventa complesso e ricco di contenuti informativi, l’approccio eyes-free rischia invece di essere inefficace o addirittura controproducente.
Per le persone vedenti, infatti, la vista è il senso dominante (almeno il 70% delle informazioni che acquisiscono dall’ambiente esterno arriva attraverso gli occhi): mantenere il contenuto informativo inalterato senza usare gli occhi significa spostare l’acquisizione di quelle informazioni verso il senso dell’udito (auditory interface) e/o del tatto (haptic interface).
Ad esempio, provate ad immaginarvi di stare camminando per strada ed il vostro telefonino vi legge con una voce sintetica un menu di 12 voci oppure una pagina web in auricolare e vi chiede quale link volete selezionare, facendovi ad esempio pronunciare il numero corrispondente attraverso il microfono. Nonostante i vostri occhi guardino la strada, quanto vi assorbirebbe mentalmente seguire il filo informativo e ricordare tutte le informazioni necessarie per fare le vostre scelte?

Leggi tutto l'articolo


[Fonte: il Sole 24 Ore]

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martedì 31 marzo 2009

Un motore di ricerca per bambini

Una specializzazione di Google consente di cercare informazioni in Rete orientate ai bambini.

KidRex cerca di individuare - fra le informazioni offerte da Google - quelle adatte ad un pubblico di minori e più piccoli.

Particolarmente interessante è la procedura di rimozione di pagine web inadatte che può essere utilizzata dai genitori a riprova della bontà del servizio.

[Fonte: Scacco al Web]

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mercoledì 11 febbraio 2009

Book Search: Google porta un milione di libri sui cellulari

Dopo Latitude, Google continua a spingere sul terreno del mobile. Questa volta non si tratta di mappe, ma di Book Search, il servizio che mette a disposizione miliardi di libri scannerizzati da Big G insieme centinaia di partner in tutto il mondo.
Google ha annunciato una versione ottimizzata per i dispositivi mobili del servizio. Digitando questo indirizzo http://books.google.com/m nel proprio browser mobile si può accedere a circa 1,5 milioni di opere e leggerle direttamente dal cellulare (per ora è compatibile solo con iPhone e gli smartphone Android).
In questa versione mobile si è preferito mettere a disposizione le opere direttamente in formato testo (piuttosto che come immagini, come avviene sulla versione web): può capitare che la trascrizione sia imperfetta in alcuni punti, ma in cambio si guadagna molto in leggibilità.
In realtà, questo annuncio riguarda solo in minima parte i lettori italiani. Il catalogo di libri consultabili integralmente nella nostra lingua è davvero ridotto: a differenza degli Stati Uniti (dove si possono trovare tutti i classici dell'Ottocento e migliaia di saggi), pochissime istituzioni nostrane hanno messo a disposizione le opere di pubblico dominio. Lo stesso discorso vale per le case editrici: si contano sulle dita di una mano quelle che propongono i propri cataloghi su Google Book ed in ogni caso si trova solo un'anteprima limitata per poi procedere all’acquisto del libro analogico sui vari siti di e-commerce.
C'è già chi prospetta battaglie Google vs. Amazon per il predominio nell’editoria digitale. Ma per ora non c’è partita: stravince Amazon, anche perché la lettura su cellulare non è proprio comodissima. Anzi, per le sue dimensioni ridotte, il display di un telefonino esaspera ancora di più le difficoltà di lettura proprie degli schermi dei computer. Se avete mai provato a leggere un romanzo su iPhone con i tanti applicativi per ebook disponibili, ve ne sarete presto resi conto: meglio la carta!
Per ora, il destino dei libri elettronici resta strettamente legato a quello degli schermi con inchiostro elettronico (e-ink), che garantiscono un’ottima leggibilità, per molti aspetti anche migliore di quella su carta. E questo spiega anche il successo di Kindle di Amazon (di cui presto dovrebbe arrivare la versione 2.0).

[Fonte: NDT Lazio]

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martedì 3 febbraio 2009

Con Google Earth 5.0 arrivano gli Oceani

La nuova versione di Google Earth, la 5.0, comprende anche la mappatura dei
fondali marini. Oltre all'immersione negli abissi, Google Earth 5.0 prevede inoltre anche alcune mappe storiche e dei tur semplificati grazie all'ausilio di registrazioni audio.


[Fonte: Software Zone]

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lunedì 15 dicembre 2008

Google inizia a “tagliare” i costi

La crisi è arrivata anche per Google, dopo il tracollo in borsa, (un azione Google ad inizio anno valeva 700 dollari, ora si aggira sui 300) ora arrivano i tanto temuti tagli.

L’azienda di Mountain View ha però deciso di adottare una diversa strategia di riduzione costi; a differenza di molte altre società del settore che hanno licenziato il personale bigG ha ridotto le ore del servizio di caffetteria gratuito, ha ridotto le ferie pagate e tante altre piccolezze.

[Fonte: Appunti Digitali]

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martedì 4 novembre 2008

Google Street View Italia

Google Street view è finalmente disponibile anche in Italia.
E' possibile planare sulle principali città italiane e camminare per il centro, guardando il panorama a 360° con gli occhi di chi, quelle strade, le percorre ogni giorno.
Per ora sono disponibili immagini di Roma, Firenze, Milano e del Lago di Como.
Pronti per un tour?

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martedì 28 ottobre 2008

Google Health accessibile

Grazie a un programmatore non vedente, ora è possibile usufruire di una versione accessibile di Google Health.

Un'applicazione Web dedicata al mondo della salute non poteva certamente non prendere in considerazione le particolari necessità di navigazione delle persone non vedenti.

Google Health Accessible nasce grazie al prezioso lavoro del ricercatore non vedente T.V. Raman basandosi sulle note raccomandazioni del W3Consortium WAI-ARIA.

Per avvantaggiarsi completamente dei servizi di Google Health Accessible viene attualmente consigliato l'utilizzo di Firefox 3.0 oltre ad uno screenreader che supporta le wai-aria.

[Fonte: Scacco al Web]

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venerdì 10 ottobre 2008

Gmail ti fa evitare di spedire mail indesiderate

Google al posto dei gruppi di auto-aiuto? Certo è una esagerazione. Ma se una sera nel weekend alzate un po' il gomito e, quando rientrate a casa, non resistete all'impulso di mettervi al computer e scrivere email a destra e a manca, ebbene forse vi potrà aiutare Mail Goggles.

Ci sono voci in giro che questo sarà un nuovo servizio abbinato a Gmail in grado di farvi pensare una volta in più a ciò che state facendo quando siete in procinto di inviare messaggi di posta elettronica in orari insoliti (di notte) e durante il week end.

La notizia (sempre che lo sia...) è stata pubblicata per la prima volta in questi giorni sul blog di Google da un ingegnere del gruppo di Mountain View, tale Jon Perlow. Costui sembra entusiasta del nuovo servizio e spiega come gli sia capitato più volte di scrivere nottetempo messaggi di cui si è poi pentito amaramente.

Ricordate quella volta che, in preda allo sconforto, scriveste alla vostra ex ragazza che avreste desiderato tornare con lei. Ecco, per messaggi come questi Google avrebbe escogitato l'idea di Mail Goggles: qualche secondo prima di inviare l'email di cui poi vi pentirete, vi verrà proposto di risolvere qualche piccolo quesito matematico. Se e solo se risponderete correttamente, allora Gmail capirà che siete nella piena facoltà di intendere e volere, e invierà il messaggio.

Nelle prossime settimane vedremo se si trattava solo della trovata di un buontempone, o se veramente apparirà sulla homepage di Google la beta di Mail Goggles.

[Fonte: TechUp]

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martedì 23 settembre 2008

HTC Dream, il primo telefono con Google Android

E' stato presentato oggi a New York, in occasione del decimo compleanno di Google, l'HTC Dream, il primo telefono cellulare basato su sistema operativo Android.

A livello hardware le caratteristiche salienti sono: schermo da 3 pollici touch screen, wi-fi, connessione 3G e EDGE, tastiera a scorrimento laterale, memoria interna fino a 8 GB, GPS, accelerometro, fotocamera da 3,1 megapixel.

Si può accedere a Gmail in modalità Push e all’Android Market (da dove si possono scaricare applicazioni per Android gratis o a pagamento), è supportato GTalk per la messaggistica istantanea. E' stato stretto un accordo con Amazon per i video musicali e le canzoni, in netta concorrenza con iTunes, per il quale non è prevista, almeno per il momento, compatibilità.

Le prime impressioni sono positive: l'interfaccia, apparentemente spartana rispetto a quella degli ultimi telefoni firmati Apple, HTC e Samsung, è fluida e veloce.

Il browser utilizzato per la navigazione in Internet è una versione adattata di Google Chrome. Sono presenti applicazioni per leggere documenti Word, Excel, PDF.

Il terminale sarà commercializzato a partire dal 22 ottobre nei negozi T-mobile statunitensi; il prezzo dichiarato per il mercato americano è di 179 dollari, contro i 199 dell'iPhone 2G.
La commercializzazione in Europa è prevista per l'inizio del 2009.
Se il prezzo si manterrà entro i 300 euro, l'HTC Dream darà certamente filo da torcere all'apparecchio di Apple.

Questo è il video introduttivo proiettato a New York:

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venerdì 12 settembre 2008

Ask Kids: un motore di ricerca per i bambini

logo di Ask KidsNuova pregevole iniziativa del motore di ricerca americano Ask, da noi poco conosciuto, ma ben noto negli Stati Uniti.
Ask Kids è stato creato per consentire ai bambini di trovare risposte alle proprie domande in maniera veloce, facile e sicura, attraverso un'interfaccia estremamente amichevole, anche se non esente da difetti a livello di leggibilità.
I siti inclusi in Ask Kids, suddivisi in 5 aree (scuola, film, giochi, video, immagini), sono stati selezionati tra quelli adatti ai più piccoli, con un occhio di riguardo a quelli dedicati alla didattica.

Ask Kids presenta alcune preziose caratteristiche, quali la possibilità di visualizzare un'anteprima dei siti presenti tra i risultati delle ricerche, uno strumento di conversione di unità di misura e la ricerca di informazioni riguardanti personaggi storici famosi.
Gli sviluppatori hanno incluso nella home page una lavagna per disegnare o sulla quale attaccare stickers colorati: un'idea simpatica per rendere ancor più gradevole la navigazione in Internet per i bambini.

A quando una versione in italiano?

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giovedì 4 settembre 2008

Google Chrome e l'accessibilità

Sul fronte dell'accessibilità il neonato Google Chrome ha fatto registrare gli scivoloni più clamorosi: a detta di molti non vedenti il nuovo browser risulta pressochè inutilizzabile tramite screen-reader (Jaws su tutti), a differenza di concorrenti quali Firefox e Internet Explorer e presenta numerose pecche per l'universo delle persone con disabilità fra cui quella clamorosa (in particolare per le persone ipovedenti) di non avere la funzione di zoom per gli oggetti grafici, oltre che per il testo.

E' importante ricordare che il software è ancora in versione Beta, ma sorprende come già i
n fase di promozione si sia scelto di diffondere le informazioni su Chrome attraverso un fumetto del tutto inaccessibile ai non vedenti, in quanto privo anche di semplici alternative testuali alle immagini.

Sarebbe stato del facile aspettarselo se il progetto fosse stato partorito da un'azienda italiana (dove l'insensibilità verso le esigenze delle persone con disabilità è norma), ma colpisce che provenga da un'importante azienda del mondo anglosassone, dove viceversa l'attenzione verso il problema è forte.

[Fonte: Scacco al Web]

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mercoledì 3 settembre 2008

Chrome: il nuovo browser di Google

logo di Google ChromeSul sito di Google si legge: "Google Chrome è un browser progettato per rendere più veloce, facile e sicuro l'uso del Web con un design minimo che non intralcia la navigazione".

Le premesse sembrano buone e mi riprometto di pubblicare una recensione di questo software nei prossimi giorni.

E' possibile scaricare Chrome in Italiano, in versione Beta.

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