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Web, tecnologia e accessibilità

venerdì 18 dicembre 2009

Chrome sorpassa Safari

Il mercato dei browser per la navigazione Web è in pieno fermento, da una parte la Mozilla Foundation ha recentemente messo a disposizione le nuovissime versioni 3.5.6 e 3.0.16 di Firefox, dall'altra Google Chrome ha appena sorpassato Apple Safari per numero di utilizzatori.

Con gli ultimi aggiornamenti Firefox presenta alcune migliorie e maggiore stabilità, ma soprattutto risolve una pericolosa vulnerabilità dovuta ad un
integer overflow relativo alla libreria video Theora; utenti malintenzionati avrebbero potuto generare crash da remoto tramite questo bug.

Firefox continua a mantenere la seconda posizione nel settore dei browser dopo
Internet Explorer che si conferma ancora il programma di navigazione più utilizzato; la terza posizione, un tempo occupata da Safari, è ora apannaggio di Google Chrome.

A consentire il sorpasso del browser di Mountain View sul programma di Cupertino sarebbero state anche le beta recentemente distribuite per l'installazione del browser sui sistemi operativi
Linux e MacOsx.

[Fonte:
Mr Webmaster]

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mercoledì 16 settembre 2009

Indagine su uso Internet in Italia: in rete solo un italiano su due. Digital divide ancora pesante.

L'utilizzo di Internet in Italia è cresciuto in modo esponenziale tra il 2007 e il 2009. Oggi, oltre 28 milioni di italiani si collegano alla Rete, mentre due anni fa la cifra si attestava a 23 milioni. Tanti, scrive l'Osservatorio Permanente sui Contenuti Digitali, ma non ancora abbastanza, se si considera che nel 2009 quasi la metà della popolazione del Bel Paese con più di 14 anni, pari al 45% del totale, non usa Internet.

È questa la fotografia scattata dalla società di ricerca Nielsen per conto dell’Osservatorio, che presenterà tutti i dati del report intitolato "Separati in casa: gli italiani tra cultura a tecnologie", venerdì prossimo a Milano, presso la Sala Porta del Palazzo delle Stelline.

Chi accede alla Rete, sottolinea inoltre l’Osservatorio, lo fa sempre più in modo superficiale e fine a se stesso (il 27% dei netizen italiani), nonostante la ricca e articolata offerta di contenuti culturali e di intrattenimento. Orientati in questa direzione appaiono in particolare i giovani. La ricerca, si legge ancora nella nota di presentazione, fotografa il crescente divario esistente nel nostro paese e nelle dinamiche di fruizione delle famiglie italiane delle tecnologie digitali e dei contenuti, attraverso uno studio qualitativo etnografico e quantitativo su un campione di 8500 individui rappresentativo della popolazione italiana.

L’indagine costituirà il punto di partenza per una riflessione più ampia che avverrà in una tavola rotonda tra produttori, nella quale si analizzerà il futuro mercato dei contenuti tra free e a pagamento.

[Fonte: WebmasterPoint]

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martedì 4 agosto 2009

Il NIC italiano volta pagina

Il registro dei domini italiani si rinnova (con qualche problemino).

Nic.it diventa Registro.it ed il cambio del nome non è solo un cambio di facciata se è vera la promessa che dal prossimo 28 settembre sarà possibile ottenere domini .it in tempo reale!

Nuova anche l'interfaccia grafica che ha suscitato qualche perplessità da parte di alcuni utenti sia per l'ennesima ammissione online da parte di un importante sito di servizio italiano di NON rispetto della legge stanca ma soprattuto per l'impossibilità da parte di chi usa ancora un browser di tipo IE6 (presente ad esempio in molti uffici italiani che hanno policy lente e difficoltose di upgrade software) di poter visualizzare correttamente la pagina Web!

[Fonte: Scacco al Web]

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mercoledì 6 maggio 2009

Che Internet sia davvero di tutti

Internet è una realtà globale che interessa tutto il pianeta: dunque, non si c'è il motivo per cui a decidere dei nomi a dominio e delle regole fondamentali per la gestione delle risorse del web siano soltanto gli Stati Uniti.
Questo il messaggio che filtra dalle parole di Viviane Reding, commissario europeo per la Società dell'Informazione, che nel suo discorso settimanale chiama direttamente in causa la nuova presidenza USA: esortandola a proseguire nella politica avviata da Bill Clinton, tagliando definitivamente il cordone ombelicale che ancora lega ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers ) e DOC (Dipartimento del Commercio statunitense).
Il Memorandum of Understanding tra DOC e ICANN nel 2006 scade il prossimo 30 settembre e, secondo Reding, quello sarà il momento della verità per far cambiare rotta alla governance del sistema DNS: inizialmente pensato come organizzazione privata non-profit, ma poi finito sotto l'influenza governativa su svariate questioni.
Nonostante il governo USA abbia sin qui gestito la faccenda in maniera ragionevole, Reding sostiene che la decisione dell'amministrazione Clinton di privatizzare progressivamente ICANN sia"quella giusta". "Sul lungo periodo - prosegue - non è giustificabile che un dipartimento del governo di un singolo paese gestisca la supervisione di una funzione di Internet utilizzata da centinaia di milioni di persone in tutti i paesi del mondo".

Nelle parole di Reding c'è la speranza che "dopo alcune esitazioni sulla questione da parte degli Stati Uniti nel corso degli 8 anni passati, il presidente Obama continuerà ora il lavoro iniziato dall'amministrazione Clinton": garantendo la nascita di una governance di rete realmente globale e collegiale tra i vari paesi del mondo, "più responsabile, più trasparente e più democratica" di quella attuale.

ICANN dovrebbe essere gestita da un forum mondiale, così come globale dovrebbe essere il diritto di singoli e organizzazioni di rivolgersi a un tribunale internazionale per rispondere alle decisioni dell'organizzazione piuttosto che dover chiamare in causa sempre e comunque le corti californiane. Magari per problemi che riguardano territori lontani migliaia di chilometri.

Oltre a un forum mondiale (una vera e propria "ONU telematica") e un tribunale internazionale, Viviane Reding evoca anche la nascita di un "G12 per la Internet governance", vale a dire un luogo di discussione attivo sulle problematiche della rete che coinvolga i paesi più importanti nella stessa misura in cui i vari G8, G14 e G20 si riuniscono per discutere i problemi del mondo reale, lo stato dell'economia e tutto il resto.

[Fonte: Punto Informatico]

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giovedì 2 aprile 2009

Firefox batte IE, in Europa è sorpasso

Secondo le cifre comunicate da StatCounter, nella tredicesima settimana del 2009 (23-29 marzo) Mozilla Firefox è ufficialmente diventato il browser più popolare sul territorio europeo, scalzando Internet Explorer 7 e segnando senz'altro una data storica per Mozilla e la community che collabora allo sviluppo. I numeri forniti dal succitato servizio di statistica parlano di Firefox 3 al 35,05 per cento e Internet Explorer 7 a 34,54. Si tratta di circa mezzo punto percentuale, nondimeno il risultato rappresenta una pietra miliare degna di considerazione perché per la prima volta, su un territorio vasto ed eterogeneo come l'Europa, un browser non-Microsoft sorpassa tutti i prodotti di Redmond piazzandosi in cima alla lista delle preferenze dei navigatori. A leggere i numeri più da vicino, la situazione si fa ovviamente più complessa e meno netta del semplice sorpasso di FF 3 su IE 7: il browser Microsoft ha ceduto qualcosa con l'adozione della nuova versione, quell'Internet Explorer 8 salito al 2,3 per cento (sempre in Europa) dopo il giorno del lancio. Nel complesso, la somma di tutte e tre le versioni di IE in uso agli utenti (la 7, la 8 e la vetusta 6) continua a detenere il 48 per cento del market share europeo, mentre Firefox (2.x+3.x) non va oltre il 38. Aodhen Cullen, CEO di StatCounter, avverte comunque che quel 10 per cento di differenza si ridurrà sempre di più perché Firefox "sta chiudendo il gap" che lo divide dal navigatore Microsoft. Le statistiche di StatCounter vengono collezionate su un network di 3 milioni di siti web, contando 4 miliardi di pageview al mese. Cifre assolutamente non scientifiche insomma, ma rappresentative della crescita di popolarità del panda rosso sul Vecchio Continente. A livello mondiale i numeri si riequilibrano verso il regno (non più indiscusso) di Explorer, che ancora detiene il 62 per cento del mercato complessivo contro il 29 di Firefox. Opera, Chrome e Safari seguono parecchio distaccati dal gruppo di testa, tutti fermi al di sotto del 3 per cento tranne che in Nord America dove le differenze principali sono rappresentate da Safari al 5 e Opera (navigatore "europeo" per eccellenza) all'1. StatCounter prende poi in considerazione anche il mercato dei browser mobile, rivelando che le statistiche generali vedono Opera e il browser dell'iPhone contendersi il primato con il 22 per cento ciascuno. A seguire sono il browser usato sugli smartphone Nokia (18) e l'iPod Touch (15), mentre Android rappresenta il fanalino di coda con il suo striminzito 2 per cento di share. Nel Nordamerica le cose vanno in maniera decisamente diversa, Opera è un brand quasi sconosciuto e a farla da padrone sono iPhone e iPod. In Asia, al contrario, il 45 per cento degli utenti in mobilità usa Opera e i prodotti Apple non vanno oltre il 5. Tutto questo in attesa del debutto ufficiale ed esteso di Fennec, il browser che Mozilla ha costruito partendo da Firefox ma pensando al mercato mobile e che contribuirà a sparigliare ulteriormente le carte a tempo debito.

[Fonte: Punto Informatico]

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lunedì 24 novembre 2008

Internet: in Italia le donne superano gli uomini

Ofcom (Office of Communications), l’autorità britannica di regolamentazione del mercato delle comunicazioni, ha pubblicato i risultati del suo ultimo report sul mercato delle TLC e del digitale terrestre, nel quale ha preso in esame i Paesi a economia industrializzata (Italia, Francia, Germania, Canada, Giappone e Stati Uniti) e a economia emergente (Cina, Russia, Brasile e India).

Per quanto riguarda l’Italia, il dato che più colpisce dell’analisi dell’Ofcom è quello relativo all’utilizzo di Internet: su 100 utenti, 56 sono donne e 44 uomini. Rispetto agli altri Paesi presi in esame, la forbice tra gli uomini e le donne che accedono e utilizzano il web è più ampia. In Spagna e in Giappone, per esempio, la percentuale di donne che utilizzano Internet raggiunge il 55%, mentre in Francia e in Gran Bretagna c’è una sostanzialità parità fra i sessi. Rispetto agli Stati Uniti, poi, il divario è ancora più mercato: al di là dell’Atlantico, infatti, su 100 utenti, le donne sono solo il 48%. In Italia, dunque, sembra proprio che Internet sia femmina.

Se l’utilizzo di Internet è forse il dato del report che cattura maggiormente l’attenzione di analisti e osservatori, la ricerca dell’Ofcom riserva però altri risultati interessanti per quanto riguarda il Bel Paese. In Italia, infatti, si registra la più alta percentuale di famiglie che hanno sostituito la linea fissa con il telefono cellulare: 37 famiglie italiane su 100 hanno detto addio al classico telefono di casa. E se da più parti non si manca mai di sottolineare che la concorrenza nel settore delle TLC in Italia non sia pienamente sviluppata, il report dell’Ofcom rileva che nel Bel Paese i cittadini possono godere delle offerte più convenienti per quanto riguarda i cosiddetti pacchetti integrati: Internet, pay TV, fonia.

L’unico primato in negativo che emerge dalla ricerca riguarda gli investimenti pubblicitari che le aziende riservano per Internet: secondo l’Ofcom, infatti, solo il 3% degli investimenti finisce sul web, mentre il grosso delle pubblicità rimane destinato ai media tradizionali e alla televisione in particolare.

[Fonte: Webmasterpoint]

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lunedì 20 ottobre 2008

Banda Larga: l'Italia è divisa in due

Il digital divide italiano è all'esame dell'Autorità delle Comunicazioni: Between ha trasmesso all'Authority il rapporto Analisi sulle determinanti del processo di sviluppo della banda larga, da cui emerge uno sviluppo del broad band non uniforme che rischia di portare - ma per certi versi ha già portato - ad una vera e propria spaccatura del Paese.

Lo sviluppo di infrastrutture volte ad una fruizione ottimale di Internet non è per nulla omogeneo e condizionato "innanzitutto da logiche di redditività degli investimenti", si legge nel rapporto, che evidenzia come i denari delle telco prendano generalmente una direzione: quella che li porta verso il maggior numero di clienti sicuri. Questo va però a svantaggio di chi vive in aree meno interessanti perché meno remunerative (soprattutto in aree demograficamente o industrialmente depresse, o dove l'orografia è sfavorevole) e, affinché il disagio degli utenti svantaggiati si riduca, si rende necessario "un intervento di sistema".

Nel rapporto si evidenzia anche la scarsa incisività degli operatori alternativi all'incumbent, non per demerito delle aziende, ma per la situazione contingente del mercato a cui si sono affacciati: Telecom Italia, nonostante la liberalizzazione di tale mercato iniziata dieci anni da, rimane l'operatore con posizione dominante che si è posto l'obiettivo dichiarato di portare, entro il 2010, la copertura ADSL al 99% delle linee telefoniche. Sul fronte dei competitor, Between osserva che "i piani finora presentati evidenziano un consolidamento degli investimenti e la focalizzazione sulle aree a maggiore potenziale di mercato", il che si traduce però in un target che copre circa il 50% della popolazione, ossia quella parte del bacino di utenza che risiede nelle principali aree urbane.

I numeri parlano di 10,1 milioni di accessi broad band a fronte di complessivi 20 milioni di utenti a fine 2007, con previsioni di arrivare a 14 milioni di accessi broad band per il 2010. I dati complessivi del mercato attuale posizionano il Belpaese al tredicesimo posto in Europa, dove il podio è occupato da Danimarca, Finlandia e Olanda, ma sul fronte del broad band i 10 milioni di accessi in Italia formano un mercato che, per dimensioni, è il quarto in Europa, alle spalle di Germania, Regno Unito e Francia.

Il rapporto completo di Between è pubblicato dall'Authority TLC a questo indirizzo.

[Fonte: Punto Informatico]

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lunedì 22 settembre 2008

L'inaccessibilità di Facebook

Facebook è uno dei più noti siti appartenenti alla categoria del cosiddetto Social Networking.
Inizialmente, il sito era in gran parte accessibile ai non vedenti. Tuttavia, il nuovo layout risulta difficile da navigare per la comunità di non vedenti.

Una delle pecche più gravi è rappresentata dall'impossibilità di utilizzare Internet Explorer, a causa della struttura "down-arrowing" dei menù, che è poi il modo tradizionale per le persone di visualizzare i testi. Anziché poter leggere tutto. La situazione migliora con Firefox, che possiede una propria serie di strumenti dedicati all'accessibilità.

La precedente versione di Facebook aveva anch'essa alcuni strumenti sviluppati appositamente per garantire l'accessibilità, come ad esempio i captias, che permettono a un sito web di verificare se, ad esempio, un modulo è stato compilato da un utente "reale" oppure da uno spyware.

Facebook dispone di una versione audio. Tuttavia, a detta di alcuni utenti, questa versione è di cattiva qualità.

Facebook è solo uno degli esempi dei problemi legati all'accessibilità che la comunità dei non vedenti deve affrontare quotidianamente. Molti dei siti web finalizzati al messa in contatto delle persone non sono accessibili, a causa del layout o dei captias.

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