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Web, tecnologia e accessibilità

lunedì 20 aprile 2009

Playstation senza barriere

Un'esigenza reale che arriva dalla vita reale e che è entrata fin dentro i laboratori dell'Università di Pisa. Il progetto "Giocare tutti insieme con la PlayStation" realizzato dai professori Luca Fanucci, Roberto Roncella e Fabrizio Iacopetti, è nato da una sollecitazione della società civile: la mancanza, segnalata dall'Aias, l'Associazione italiana assistenza agli spastici, di giochi utilizzabili anche da persone con disabilità.
Una sfida che la squadra dell'Ateneo ha accettato facendo prima una ricerca di mercato in modo da individuare il gioco più 'popolare' e 'trasversale' rispetto all'età degli appassionati. Da qui alla PlayStation è stato un soffio. "Il concetto di fondo spiega Luca Fanucci, professore associato presso il dipartimento di Ingegneria dell' informazione è che il gioco è un validissimo strumento di emulazione e inclusione sociale. E' da qui che siamo partiti per realizzare una soluzione tecnologica che favorisse l'utilizzo dei videogiochi da parte delle persone con disabilità motoria agli arti superiori o con difficoltà cognitive".
Si tratta, in pratica, di un joypad particolare rivolto alle persone che non riescono ad utilizzare il joypad tradizionale. Un dispositivo già utilizzato con successo da alcuni giovani con disabilità motoria ma soprattutto già arrivato in commercio grazie a Ideability, azienda spin-off dell'Università di Pisa (http://www.ideability.it).

[Fonte: NTD Lazio]

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mercoledì 15 ottobre 2008

Una biblioteca da 78 terabyte

Oltre due milioni di volumi, più di 737 milioni di pagine, 1713 tonnellate di carta tramutate in 78 terabyte di dati: si tratta dalla biblioteca digitale in fieri che un consorzio di 12 università statunitensi, e le biblioteche di 13 atenei, stanno edificando online.

HathiTrust è un progetto per riunire gli archivi delle sconfinate biblioteche delle università statunitensi e farle sfociare in un unico punto di riferimento online. La biblioteca di Berkeley, quella della Penn State, i volumi dell'Università di Chicago, quelli dell'Università del Michigan e molti molti altri convergeranno nell'HathiTrust: sarà una biblioteca elefantiaca, a suggerirlo è il nome assegnato al progetto, Hathi, il corrispettivo hindi per elefante, animale dalla solida memoria. L'obiettivo del progetto è quello di ampliare infinitamente le prospettive dei ricercatori: sarà un gesto immediato accedere al delicato volume che risiede fisicamente nella biblioteca a migliaia di chilometri di distanza, smaterializzato in bit che scorrono online.
Se gli atenei statunitensi hanno già alle spalle la migrazione verso la digitalizzazione, Hathi rappresenta la prima interfaccia comune per condividere la cultura, per lasciarla scorrere fra gli studenti e stimolare il loro interesse e incoraggiarli alla rielaborazione della cultura.
La digitalizzazione dei testi sta procedendo a favore del pubblico universitario o in parallelo alla collaborazione con iniziative come Google Book Search o come l'Open Content Alliance supportata da Internet Archive, Yahoo e Microsoft.

Se il lavoro sporco della digitalizzazione è già ben avviato, HathiTrust sta meditando sulle strategie per
uniformare i formati e armonizzare le soluzioni scelte dai singoli atenei per proporre al pubblico le proprie biblioteche. Nonostante HathiTrust si rivolga principalmente a coloro che orbitano intorno agli atenei, ha in comune con le altre iniziative di digitalizzazione di libri il nodo da sciogliere del copyright. Se Google sfida editori e autori promettendo loro visibilità e dobloni e sbattendo in rete contenuti protetti dal diritto d'autore, OCA ha scelto di imboccare un'altra strada e di chiedere l'autorizzazione preventiva dei detentori dei diritti e di digitalizzare e mettere a disposizione i soli contenuti caduti in pubblico dominio, un patrimonio spesso trascurato dagli editori ma non per questo di minor valore.
L'elefante di HathiTrust muove sul crinale delle due strategie: tutti i libri digitalizzati verranno riversati in rete
a favore del personale accademico, mentre i volumi il cui testo è caduto in pubblico dominio, circa il 16 per cento del totale, verranno resi disponibili anche ai cittadini della rete.

[Fonte: Punto Informatico]

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