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Web, tecnologia e accessibilità

domenica 10 gennaio 2010

WCAG 2.0: disponibile la versione ufficiale in italiano

Dopo molti mesi, il gruppo di lavoro coordinato da IWA/HWG ha finalmente visto riconoscere il risultato dei propri sforzi con la pubblicazione della versione ufficiale in lingua italiana delle WCAG 2.0, linee guida per l'accessibilità dei siti web.

Si tratta del primo documento ufficiale in lingua italiana riconosciuto dal W3C (World Wide Web Consortium), un inizio di un cammino che aiuterà la pubblicazione dell’aggiornamento dei requisiti della legge 4/2004.

[Fonte: IWA Italia]

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martedì 8 settembre 2009

A volte gli utenti convergono

Accontentare gli utenti disabili significa andare incontro alle esigenze del Web mobile.

MWBP e WCAG (Mobile Web Best Practices e Web Content Accessibility Guidelines) pari sono per il W3C; e se non avete dimestichezza (a ragione) con i tanti acronimi delle raccomandazioni del W3Consortium, allora sappiate che, secondo un ennesimo e recente studio scientifico, accontentare le esigenze delle persone disabili sviluppando un sito Web, vuol dire andare incontro anche alle esigenze di iPhone e smartphone connessi (il cosiddetto Web mobile).

Questo perchè l'utente mobile ha un'esperienza sul Web, simile a chi - per esempio - ha una percezione non ottimale di suoni e colori.
Un motivo in più per appassionarsi all'accessibilità Web.


[Fonte: Scacco al Web]

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mercoledì 18 marzo 2009

Appello per una Stanca bis economicamente sostenibile

L’aggiornamento dei requisiti della legge Stanca deve tener conto delle esigenze economiche di chi lavora con il Web.

E' partita finalmente la procedura di aggiornamento dei requisiti della legge Stanca e di nuovo i Web master sono con il fiato sospeso per vedere se sarà possibile migliorare drasticamente i requisiti tecnici della Legge italiana sull'accessibilità Web, di fatto rimasta lettera morta.

E' infatti semplice verificare come i pochi siti pubblici e di pubblica utilità che si sono autodichiarati a norma, in realtà faticano a rispettare i requisiti richiesti, a cominciare dal primo che esige la validazione formale del codice: basta utilizzare il validatore del W3Consoritum per verificare come molte homepage non sono a norma, mentre in alcuni casi è necessario utilizzare un validatore che analizza in profondità il sito Web per rendersi conto che l'operazione di mauillage sia stata predisposta solo rispetto alla homepage.

Peraltro è proprio sulla rigidità di alcuni requisiti tecnici della Stanca prima maniera che si spera il gruppo di lavoro riesca ad incidere efficacemente, magari tenendo a mente un concetto importante: il Web editing è anche un processo economico!

Molti enti si sono infatti trovati in difficoltà in questi anni nell'applicare i requisiti tecnici della legge Stanca proprio in virtù delle difficoltà economiche derivanti dall'applicazione di tali requisiti.

A partire dalla validità del codice che può essere semplice da rispettare per siti di poche pagine, ma diventa un onere spesso insostenibile quando si tratta di gestire decine, centinaia o magari migliaia di pagine derivanti in parte da lavoro redazionale.

Va detto peraltro che molti requisiti richiesti dalla Legge Stanca non solo richiedono ingenti risorse, ma non corrispondano a reali benefici per le persone disabili.

Molti requisiti particolarmente odiati dai webmaster infatti sono sorpassati dall'evoluzione tecnologica dei browser e delle tecnologie assistive: così se un codice formalmente corretto non è percepito in nessun modo come beneficio da una persona disabile, il problema del contrasto dei colori o della fluidità del layout o della dimensione dei caratteri viene risolto in piena autonomia dalla tecnologia user agent.

Non a caso molte rigidità richieste dalla Legge Stanca non sono previste dall'autorevole Section 508 degli USA dove è spesso utilizzata proficuamente dalle associazioni dei disabili per esigere Web accessibile.

Se la validità sintattica, contrasto, layout liquido, layout delle tabelle e distanza fra i link sono assenti nella legge statunitense e soprattuto risolti dall'evoluzione tecnologic,a perchè continuare a considerali come degli ostacoli di accessibilità?

Che dire poi del Javascript oramai ben interpretato dalle tecnologie assistive e soprattutto indispensabile ad alcuni settori come quello dell'e-learning?

In questo periodo di recessione è doveroso che gli esperti coinvolti nella ristesura dei requisiti tecnici della Legge Stanca si pongano il problema di redigere nuovi requisiti - anche - all'insegna del pragmatismo tecnologico e dell'economicità delle soluzioni prospettate.


[Fonte: Scacco al Web]

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giovedì 11 dicembre 2008

WCAG 2.0: accessibilità del nuovo Web

11 dicembre 2008: da questa data le WCAG 2.0, evoluzione delle linee guida dell’accessibilità per i contenuti Web in vigore dal 1999, diventano il nuovo riferimento per chiunque produce contenuti ed interfacce accessibili per il World Wide Web. Nei prossimi giorni dedicheremo spazio a questa nuova specifica nella risorsa IWA ITALY per l’accessibilità. IWA/HWG ha partecipato allo sviluppo della specifica e due suoi soci sono indicati tra i componenti in good standing all’interno della versione definitiva del documento. Come AC Representative di IWA/HWG, ho rilasciato la seguente dichiarazione:
  • IWA/HWG is very pleased that WCAG 2.0 has become a W3C Recommendation. The finalization of WCAG 2.0 will provide a basis for updating Web accessibility laws around the world to better support people with disabilities using the interactive Web. As a professional association of Web developers, we will promote WCAG 2.0 in public events, and develop education and outreach for our members to help them understand the importance of “Design for All.” We will also promote WCAG 2.0 endorsement by local governments, starting with Italy.
IWA/HWG ha inoltre effettuato formale richiesta di effettuare la traduzione ufficiale in lingua italiana (con valore di documento “normativo”) con il supporto della sezione italiana IWA ITALY e dell’ufficio italiano W3C, al fine di garantire un documento di riferimento per l’aggiornamento della legge 4/2004.

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