Pselion blog                                              Chi siamo   Contatti

Web, tecnologia e accessibilità

giovedì 4 febbraio 2010

Test di verifica fra virtuale e reale

Lo sciopero degli stranieri del primo marzo rappresenta un test micidiale della diffusione di Internet nella società reale.

Ispirato ad un'analoga iniziativa francese è stato lanciato sul web (ed in particolare tramite Facebook) per il 1 marzo lo Sciopero degli stranieri.

Il lancio di questa iniziativa è basato unicamente su forme di autorganizzazione su Internet ed è la prima volta (la manifestazione viola anti-Berlusconi sicuramente aveva precisi sponsor nella real life) che un settore marginale della società - anche se consistente - viene chiamato alla mobilitazione quasi esclusivamente attraverso il mezzo Internet.

Un test storico ed interessante per capire quanto realmente può incidere nel sociale e nella politica italiana il mezzo comunicativo della Rete.

[Fonte: Scacco al web]

Etichette: , , , ,

giovedì 18 giugno 2009

La rivoluzione iraniana a braccetto con Twitter

Twitter si rivela uno strumento formidabile per i fan pro Moussavi e l'intera vicenda sottolinea le potenzialità di Twitter stesso.

Cosa si dice a Teheran e dintorni? Ora si può presumere grazie a Twitter e alla sua modalità di ricerca avanzata che consente di sapere cosa si cinguetta (twittera) in maniera geo-referenziata!Uno strumento formidabile per misurare la febbre dell'opinione pubblica mondiale che peraltro è ben contenta di sfruttare Twitter proprio in quei paesi dove maggiore è la censura politica.

Twitter ha anche rinviato l'aggiornamento, su pressione dell'Amministrazione Usa, per dare una mano e non lasciare al buio i manifestanti.

[Fonte: Scacco al Web]

Etichette: , , ,

venerdì 5 giugno 2009

Wikipedia blocca Scientology: un cambiamento epocale

Il primo giugno è circolata sul web la notizia secondo cui l'arbitration comittee di Wikipedia ha deciso di interdire gli IP riconducibili a Scientology dall’editing dell’enciclopedia online, con particolare riferimento a ripetuti tentativi di oscurare, mitigare o distorcere voci critiche da parte della setta/culto/chiesa (scegliete voi) fondata dallo scrittore di fantascienza Hubbard.

La questione per Wikipedia ha una rilevanza filosofica enorme perché segna l’ingresso della logica del “ban” all’interno di uno dei siti cardine della rivoluzione del “web 2.0″, la cui filosofia portante è la libertà di ciascuno di contribuire attivamente alla “cultura” con proprie esperienze, idee, punti di vista.

La filosofia propugnata da Wales, che equipara il bidello al docente universitario, con l’impasse di Scientology arriva a scontrarsi più violentemente che mai con l’ingenuità della sua ispirazione. Se è già difficile ritenere che, al di fuori di un processo scientifico canonizzato, la conoscenza possa emergere esatta ed epurata da aspetti ideologici, è ancora più difficile ignorare che uno spazio aperto al contributo di tutti, possa sfuggire alle logiche manipolatorie che hanno trovato il modo di farsi strada anche laddove le barriere del controllo e della legittimazione ad intervenire sono molto più solide.

È d’altronde ingenuo ritenere che, di fronte a quello che appare come un tentativo straordinariamente virulento di filtraggio e oscuramento, uno strumento blando come il blocco degli IP possa fare la benché minima differenza.

Scientology è il primo caso di ban di Wikipedia ma temo non sarà l’ultimo: potrebbe al contrario segnare la brusca presa di coscienza dell’urgenza di filtrare i contributi a vario titolo interessati nelle vicende descritte - ivi compresi quelli di agenzie e “reputation manager” aziendali, prezzolati e senza scrupoli - per preservare l’autorevolezza di uno strumento che è già al centro di numerose e ben fondate polemiche.

Certo è che l’evidente necessità di filtraggio preventivo dei contributi - altrimenti detto gatekeeping - mette fortemente in discussione le basi filosofiche di Wikipedia, la fiducia a priori nell’intelligenza della massa, e il concetto stesso di conoscenza libera non solo perché liberamente accessibile, ma anche perché liberamente manipolabile. Specialmente in tempi come questi, in cui una schiera di furbi ha trovato le chiavi per trasformare il “web 2.0″ in uno strumento di autopromozione gratuita.

[Fonte: Appunti Digitali]

Etichette: , ,

martedì 28 aprile 2009

Anche Twitter si fa accessibile

Una versione speciale di Twitter si affaccia sul Web per andare incontro alle esigenze delle persone con disabilità.

Un famoso programmatore impegnato nel realizzare interfacce accessibili si è recentemente profuso nel realizzare un prototipo di interfaccia per permettere alle persone con disabilità di usare Twitter in maniera accessibile .

Scorciatoie da tastiera, tag di titolazione e strutturali otimizzati per agevolare l'interpetazione degli screen-reader, grandi dimensioni delle font e contrasti spinti per l'interfaccia di default, contatore anche audio per avvertire l'imminente fine della disponibilità dei caratteri per twittare, sono alcune delle caratteristiche implementate dal valente programmatore Dennis Lembree.

[Fonte: Scacco al Web]

Etichette: , , , ,

martedì 24 febbraio 2009

Su Facebook i primi malware in salsa web app

Facebook, il celeberrimo social network che sta raggiungendo le vette delle classifiche di qualsiasi cosa, potrebbe passare alla storia anche per essere stato la prima piattaforma a ospitare i primi rudimentali tentativi di malware che proliferino in un sistema interamente basato sul web.

Tanto tempo fa i virus erano degni di questo nome, e svilupparli era una sfida tale che si sarebbe potuta considerare un’arte. Poi arrivò internet e l’esplosione demografica degli internauti, unita ad impiegati annoiati con in mano client di posta con controlli ActiveX. Così per far girare un worm bastava inviarlo via mail e sperare (fiduciosi) che il destinatario la aprisse. Ora siamo (quasi) tutti consapevoli e ben armati contro i malintenzionati e non è più così facile infilare worm e trojan nei pc della gente.

La storia però sembra ricominciare da capo con le applicazioni che girano interamente su web (le cosiddette "web app"). Man mano che le applicazioni e le piattaforme web based si evolvono, diventano sempre più degli ambienti complessi in cui ci muoviamo, comunichiamo, lavoriamo e conserviamo i nostri dati, magari riservati. Con l’aumentare delle possibilità per l’utente, aumentano anche le opportunità per i furbi.

Ma scendiamo nei particolari. Oggi aprendo la home di Facebook mi son ritrovato il menu a tendina delle notifiche stracolmo, con mia somma gioia, aprendolo però ho trovato soltanto dei messaggi ingannevoli.

Quelle visibili sono solo le più recenti di una lunga sfilza di notifiche, tutte dalla stessa applicazione, che invitano a cliccare sul link per leggere il messaggio inviato da uno dei propri contatti.
Ovviamente non c’è nessun messaggio, e l’unica cosa che si ottiene seguendo il link è quella di ritrovarsi l’applicazione installata, che inizierà immediatamente a inviare lo stessa falsa notifica a tutti gli “amici”.

Come era una volta per le email, il veicolo principale di diffusione torna ad essere l’inesperienza, l’ingenuità o la distrazione degli utenti.
Una volta descritto il metodo di diffusione di questa sottospecie prototipale di worm, bisogna chiedersi quali siano i rischi per gli utenti che ne cadono vittime. Fortunatamente per ora sono ben pochi.

Nel caso di Facebook, le applicazioni sviluppate per funzionare all’interno del social network hanno potenzialmente accesso a tutti i dati del nostro profilo (da non confondere con i dati dell’account) e alle nostre attività. Fortunatamente Facebook è un posto destinato alla pubblicazione di materiale: per quanto si desideri restringere i permessi di visualizzazione, nessuno inserisce informazioni confidenziali tra le sue pagine, quindi, tutto sommato, la nostra privacy e la nostra sicurezza sono, per il momento, salve.

E' importante far notare che gli amministratori di Facebook effettuano controlli e fanno sparire nell’oblio queste applicazioni, insieme a tutte le tracce che avevano lasciato nei profili e nelle cronologie delle notifiche.

Per ora non c’è da preoccuparsi dunque, ma questi sono fenomeni che andranno tenuti sempre più sotto osservazione, man mano che le nostre attività informatiche si sposteranno all’interno del browser.

[Fonte: Appunti Digitali]

Etichette: , , , , , ,

martedì 3 febbraio 2009

Con Google Earth 5.0 arrivano gli Oceani

La nuova versione di Google Earth, la 5.0, comprende anche la mappatura dei
fondali marini. Oltre all'immersione negli abissi, Google Earth 5.0 prevede inoltre anche alcune mappe storiche e dei tur semplificati grazie all'ausilio di registrazioni audio.


[Fonte: Software Zone]

Etichette: ,

sabato 10 gennaio 2009

Gazzetta Ufficiale online smemorata ed inaccessibile

Scandoloso il cambio di gestione della Gazzetta Ufficiale: la Gu diventa inaccessibile per il cittadino comune.

Per consultare la Gazzetta Ufficiale un tempo (non lontano) il cittadino comune andava nelle numerose biblioteche comunali o se era più fortunato (come localizzazione geografica) poteva accedere - sempre gratuitamente - ad una delle biblioteche nazionali, universitarie o del CNR dislocate nel territorio nazionale.

Poi è arrivata la crisi che si è fatta sentire pesantemente anche nel settore della gestione delle biblioteche pubbliche, che comunque continuano a rimanere un punto di accesso importante e gratuito alla cultura. In molte biblioteche pubbliche si poteva accedere agli archivi cartacei delle Gazzette Ufficiali che sono una fonte primaria normativa importante in quanto vi sono pubblicate le leggi delo Stato italiano. Qualche mese addietro un amico mi confidò (abito in Toscana) che il Comune di Firenze ha preferito mandare al macero una collezione delle Gazzette Ufficiali della prestigiosa Biblioteca de La Certosa in quanto sarebbe costato di più gestire la sua ricoloccazione... ingenuamente lo rincuorari dicendogli: "Vedrai che con l'avvento del digitale tutte le GU saranno accessibili tramite Internet..." e come mi sbagliavo!

Dal sito stesso della Gazzetta Ufficiale Italiana si apprende che dal primo gennaio 2009 cessa la diffusione della versione cartacea mentre "a partire dalla stessa data è fruibile gratuitamente per 60 giorni la Gazzetta Ufficiale online" anche se "ricordiamo che l'unico testo definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a mezzo stampa, che prevale in casi di discordanza" (!?!).

Il passaggio quindi dal cartaceo al digitale - per come è stato attuato - significa la fine della gratuità di accesso ad una fonte di informazione importantissima per i cittadini; non solo, non viene fornita nessuna informazione sui meccanismi di conservazione digitale e soprattutto non vi è dichiarato il rispetto della normativa italiana sull'accessibilità.

Solo in Italia riusciamo ad applicare le tecnologie digitali per restringere l'accesso all'informazione invece che ampliarlo?


[Fonte: Scacco al web]

Etichette: , , ,

mercoledì 10 dicembre 2008

Obama: “Internet è la chiave per la ripresa economica”

Non si è ancora insidiato alla casa Bianca ma Barack Obama ha già stabilito le parti fondamentali del suo piano per la ripresa economica; una di queste riguarda Internet.

"Rinnoveremo la nostra autostrada informatica: è inaccettabile che gli Stati Uniti siano solo al quindicesimo posto per adozione della banda larga, ogni bambino dovrebbe avere una connessione Internet" queste sono state le parole di Obama.Solo parole? Non proprio, il nuovo presidente si è già dato da fare, seppur in piccola parte, per adottare i servizi che la rete offre.

A meno di 24 ore dalla sua elezione Obama lanciò il sito Change.gov per informare gli americani dei suoi progetti; questo sito è sotto licenza Creative Commons e supporta l’OpenID.

Neanche due settimane dopo ha annunciato di voler utilizzare anche Youtube oltre che la TV per comunicare con tutti gli americani. Obama ha capito che per ridurre i costi ed aumentare la competitività di un paese investire nella tecnologia è un obbligo, qui in Italia chissà quanto tempo dovrà passare per rendersi conto di ciò.

[Fonte: Appunti Digitali]

Etichette: , , , ,

domenica 7 dicembre 2008

Youtube contro i video violenti

YouTube scende in campo contro i video violenti.
La piattaforma video ha lanciato un’offensiva contro quei video che inneggiano alla violenza e che esaltano l’uso di coltelli e armi da fuoco. La regola principale sarà quella di eliminare i video che mostrano l’uso di armi e coltelli a scopo intimidatorio.

La decisione è stata presa dopo che in Inghilterra sembra che alcuni episodi di violenza da parte di minori siano stati istigati proprio dal celebre YouTube e dai suoi video.
YouTube non può certamente controllare le 18 ore video che vengono caricate ogni minuto. Per questo la celebre piattaforma di condivisione video si affida agli utenti. Saranno infatti gli utenti a segnalare quando un video viola le policy in merito all’istigazione alla violenza, e YouTube in seguito dovrà valutare se rimuovere il video o meno.
Certamente “i giudici” di YouTube avranno molto da fare, ma soprattutto dovranno usare un senso del comune che verrà, in molti casi criticato. Ci sono infatti molti video che propongono come fare la manutenzione di armi da fuoco e coltelli. Questi sono un inno alla violenza? Apprendere da un video come si scassina una cassaforte o come si costruisce una bomba sarà censurato su YouTube?
Il criterio di valutazione per YouTube in molti casi sarà davvero labile.

[Fonte: Internet News]

Etichette: , , ,