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Web, tecnologia e accessibilità

martedì 2 marzo 2010

Il sito delle Olimpiadi Invernali di Vancouver è inaccessibile

Come riportato dal giornalista canadese Joe Clark nel suo blog, il sito ufficiale di Vancouver 2010 è praticamente inaccessibile per diverse categorie di utenti disabili e quasi totalmente inutilizzabile da ciechi e ipovedenti.

Nel 2004, il responsabile del Comitato organizzatore olimpico di Vancouver (VANOC), John Furlong, aveva promesso che i siti web delle Olimpiadi di Vancouver 2010 sarebbero stati accessibili alle persone disabili.
Una dichiarazione importante, anche alla luce della sentenza che aveva dato ragione a un uomo cieco che aveva fatto causa a
l Comitato Organizzatore dei Giochi olimpici e a IBM per non aver potuto utilizzare il sito web della Olimpiadi di Sydney del 2000.

Memore di quanto accaduto, il movimento olimpico avrebbe dovuto sapere che l'accessibilità del web sarebbe stata sotto controllo, ma il risultato è stato deludente.

Tra pochi giorni inizieranno le Paralimpiadi, ma come afferma giustamente Clark,
è sbagliato credere che questo sito web debba essere accessibile solo perché le Paralimpiadi sono i giochi per gli atleti disabili; altrimenti, si dovrebbe pensare che il sito olimpico non dovrebbe essere accessibile perché l'evento non coinvolge atleti disabili.
Ritengo altresì profondamente sbagliato e offensivo creare versioni "speciali" per persone disabili.
Le persone disabili non sono speciali, sono solo portatori di handicap.


Il fondamento di tutta l'accessibilità del web è che tutti i siti internet possono essere accessibili alla maggioranza delle persone con disabilità.
Salvo rare eccezioni, tutto il web può essere reso accessibile.


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venerdì 5 febbraio 2010

Convertire i siti web in linguaggio braille

Si tratta di un innovativo software made in Italy, che consente tramite semplici passaggi la conversione immediata dei siti Web in Braille.
L'applicazione è stata realizzata dal professor Giuseppe Micali, dirigente presso il Policlinico Universitario di Messina, e permetterà ai non vedenti di interagire in maniera più completa e veloce con Internet.

Il software è in grado di
creare la videata grafica del sistema Braille, dando la possibilità di stampare testi, articoli di giornale e materiale didattico.
Fino ad oggi i non vedenti avevano dei limiti ben precisi per poter navigare in internet: Screed Reader o barra per riproduzione Braille.
In entrambi i casi le difficoltà sono moltissime, perché non tutti i front sono codificabili, il sistema vocale funziona solo parzialmente e le scansioni di pagina sono lentissime. Senza contare che non è possibile stampare.
Questo software è in grado di coordinare tutti i passaggi necessari per convertire la pagina e gestirne la grafica.

Il professor Micali ha inoltre realizzato il
primo motore di ricerca per non vedenti.
Il portale, raggiungibile all’indirizzo
www.braillenet.it, è un punto di incontro importante per chi offre e per chi riceve i servizi per i disabili della vista. Il portale, curato dall’Asis Onlus, l’Associazione Stampa Italiana Scolastica, Ente di formazione e di aggiornamento del personale della scuola accreditato presso il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, offre la possibilità di raccogliere tutte le informazioni necessarie per convertire delle pagine Web in sistema Braille o dedicare un intero sito ai non vedenti.
Da www.braillenet.it sono inoltre reperibili i moduli per inviare i testi da elaborare così come per segnalare eventuali portali da inserire nel motore di ricerca.

[Fonte: Disabili.com]

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mercoledì 7 ottobre 2009

Le imprese italiane e la paura del Web, il digital divide che frena l'economia

Meno della metà degli italiani accede alla rete.
La situazione, non certo entusiasmante, non può che ripercuotersi anche sul resto dei settori, dalle aziende alla sanità.
Questi, almeno, i dati emersi da una ricerca effettuata da Confindustria.

Il report, presentato in occasione dell'Osservatorio Italia Digitale 2.0, traccia i contorni di un'Italia ancora "sconnessa", sicuramente non al passo delle concorrenti europee.

Riportiamo alcune evidenze presenti nel documento:

- mediamente, più del 30% delle aziende ignora internet come piattaforma di lavoro e di comunicazione; la percentuale sale al 43% se prendiamo in considerazione le micro imprese.
- le grandi aziende (oltre 50 dipendenti) sembrano essere più vicine al mondo delle nuove tenologie. La percentuale che adotta piattaforme ICT è allineata rispetto agli altri 27 paesi dell'Unione Europea.
- gli imprenditori, purtroppo, preferiscono un uso strumentale del web e non un asset strategico per sviluppare nuovi business.
- collegamenti in mobilità: nella seconda metà del 2008 gli utenti connessi da un device portatile sono stati 6 milioni di individui, ovvero il 28% degli utenti internet. L’utilizzo di internet mobile appare essere segmentato in due cluster principali: business users (imprenditori e dirigenti) e giovani (studenti).

Il report riporta anche alcuni dati riguardanti le utenze private.
Sebbene il numero delle connessioni sia aumentato, permane sempre un digital divide che non permette al 12% della popolazione italiana di connettersi in rete.

A questa occorre sommare quelle famiglie che, pur potendo navigare perchè raggiunte dalla banda larga, non usano la rete perchè sprovviste di un personal computer.
Così come nelle scuole: quasi la totalità degli istiuti sono provvisti di un sito internet e di un collegamento a banda larga ma questi benefici tecnologici non impattano sui programmi didattici, rimandendo di supporto alla sola amministrazione.

Altro punti: le istituzioni e la sanità. La presenza online di servizi al cittadino è limitata solamente alla consultazione delle informazioni. Raramente (4% dei comuni italiani) si riscontra la presenza di servizi interattivi che porterebbero ad un importante risparmio di tempo e denaro.
Così come nella sanità. La creazione di un database comune che raccolga tutte le cartelle cliniche dei pazienti in modo centralizzato aumenterebbe l'efficienza diagnostica e la velocità operativa delle strutture sanitarie.

[Fonte: Codice Internet]

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martedì 16 giugno 2009

GPway Computer - nuovo sito online

E' online il nuovo sito web di GPway Computer, negozio di informatica con sede a Roma, in zona Colli Albani.
GPway è specializzato nell'assemblaggio di computer, nell'assistenza tecnica, nella vendita hardware e software e nel recupero dati rivolti ad aziende ed utenze domestiche con soluzioni desktop e notebook.

Pselion ha curato progettazione e realizzazione del sito.

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mercoledì 6 maggio 2009

Che Internet sia davvero di tutti

Internet è una realtà globale che interessa tutto il pianeta: dunque, non si c'è il motivo per cui a decidere dei nomi a dominio e delle regole fondamentali per la gestione delle risorse del web siano soltanto gli Stati Uniti.
Questo il messaggio che filtra dalle parole di Viviane Reding, commissario europeo per la Società dell'Informazione, che nel suo discorso settimanale chiama direttamente in causa la nuova presidenza USA: esortandola a proseguire nella politica avviata da Bill Clinton, tagliando definitivamente il cordone ombelicale che ancora lega ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers ) e DOC (Dipartimento del Commercio statunitense).
Il Memorandum of Understanding tra DOC e ICANN nel 2006 scade il prossimo 30 settembre e, secondo Reding, quello sarà il momento della verità per far cambiare rotta alla governance del sistema DNS: inizialmente pensato come organizzazione privata non-profit, ma poi finito sotto l'influenza governativa su svariate questioni.
Nonostante il governo USA abbia sin qui gestito la faccenda in maniera ragionevole, Reding sostiene che la decisione dell'amministrazione Clinton di privatizzare progressivamente ICANN sia"quella giusta". "Sul lungo periodo - prosegue - non è giustificabile che un dipartimento del governo di un singolo paese gestisca la supervisione di una funzione di Internet utilizzata da centinaia di milioni di persone in tutti i paesi del mondo".

Nelle parole di Reding c'è la speranza che "dopo alcune esitazioni sulla questione da parte degli Stati Uniti nel corso degli 8 anni passati, il presidente Obama continuerà ora il lavoro iniziato dall'amministrazione Clinton": garantendo la nascita di una governance di rete realmente globale e collegiale tra i vari paesi del mondo, "più responsabile, più trasparente e più democratica" di quella attuale.

ICANN dovrebbe essere gestita da un forum mondiale, così come globale dovrebbe essere il diritto di singoli e organizzazioni di rivolgersi a un tribunale internazionale per rispondere alle decisioni dell'organizzazione piuttosto che dover chiamare in causa sempre e comunque le corti californiane. Magari per problemi che riguardano territori lontani migliaia di chilometri.

Oltre a un forum mondiale (una vera e propria "ONU telematica") e un tribunale internazionale, Viviane Reding evoca anche la nascita di un "G12 per la Internet governance", vale a dire un luogo di discussione attivo sulle problematiche della rete che coinvolga i paesi più importanti nella stessa misura in cui i vari G8, G14 e G20 si riuniscono per discutere i problemi del mondo reale, lo stato dell'economia e tutto il resto.

[Fonte: Punto Informatico]

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martedì 24 marzo 2009

La lente di ingrandimento per il Web

Un semplice bookmark consente di trasformare siti Web complessi in pagine Web semplici e chiare.

Readability è un'idea brillante che farà la felicità di molti ipovedenti.

Scelto lo stile di formattazione, grandezza e margine del carattere preferito, è sufficiente salvare il javascript Readability come bookmark e il gioco è fatto: tutte le volte che avremo a che fare con una pagina Web troppo ostica per i nostri occhi, basterà applicargli il bookmark Readability che magicamente si trasformerà in un testo assolutamente leggibile.

[Fonte: Scacco al Web]

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domenica 7 dicembre 2008

Youtube contro i video violenti

YouTube scende in campo contro i video violenti.
La piattaforma video ha lanciato un’offensiva contro quei video che inneggiano alla violenza e che esaltano l’uso di coltelli e armi da fuoco. La regola principale sarà quella di eliminare i video che mostrano l’uso di armi e coltelli a scopo intimidatorio.

La decisione è stata presa dopo che in Inghilterra sembra che alcuni episodi di violenza da parte di minori siano stati istigati proprio dal celebre YouTube e dai suoi video.
YouTube non può certamente controllare le 18 ore video che vengono caricate ogni minuto. Per questo la celebre piattaforma di condivisione video si affida agli utenti. Saranno infatti gli utenti a segnalare quando un video viola le policy in merito all’istigazione alla violenza, e YouTube in seguito dovrà valutare se rimuovere il video o meno.
Certamente “i giudici” di YouTube avranno molto da fare, ma soprattutto dovranno usare un senso del comune che verrà, in molti casi criticato. Ci sono infatti molti video che propongono come fare la manutenzione di armi da fuoco e coltelli. Questi sono un inno alla violenza? Apprendere da un video come si scassina una cassaforte o come si costruisce una bomba sarà censurato su YouTube?
Il criterio di valutazione per YouTube in molti casi sarà davvero labile.

[Fonte: Internet News]

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martedì 25 novembre 2008

Screen-reader gratuito con Firefox

ClcAcquista credibilità ed autorevolezza un'estensione di Firefox che offre gratuitamente uno strumento equivalente alla funzione di screen-reader.

Gli screen-reader sono degli strumenti indispensabili per le persone non vedenti in quanto cercano di interpretare ciò che c'è a schermo (di testuale essenzialmente) riproducendolo come output audio o braille.

Purtroppo gli screenreader più professionali hanno anche dei costi notevoli: è importante quindi che l'estensione per Firefox FireVox stia acquistando credibilità ed autorevolezza dato che può essere equiparata come funzionalità ad uno screenreader.

Gratuito e multipiattaforma questa estensione di Firefox promette di non avere grandi difficoltà nell'interpretare pagine dinamiche e persino formule dinamiche supportando tutti gli standard più recenti quali WAI-ARIA, AxsJAX e CSS3 Speech Mode.

[Fonte: Scacco al web]

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lunedì 24 novembre 2008

Internet: in Italia le donne superano gli uomini

Ofcom (Office of Communications), l’autorità britannica di regolamentazione del mercato delle comunicazioni, ha pubblicato i risultati del suo ultimo report sul mercato delle TLC e del digitale terrestre, nel quale ha preso in esame i Paesi a economia industrializzata (Italia, Francia, Germania, Canada, Giappone e Stati Uniti) e a economia emergente (Cina, Russia, Brasile e India).

Per quanto riguarda l’Italia, il dato che più colpisce dell’analisi dell’Ofcom è quello relativo all’utilizzo di Internet: su 100 utenti, 56 sono donne e 44 uomini. Rispetto agli altri Paesi presi in esame, la forbice tra gli uomini e le donne che accedono e utilizzano il web è più ampia. In Spagna e in Giappone, per esempio, la percentuale di donne che utilizzano Internet raggiunge il 55%, mentre in Francia e in Gran Bretagna c’è una sostanzialità parità fra i sessi. Rispetto agli Stati Uniti, poi, il divario è ancora più mercato: al di là dell’Atlantico, infatti, su 100 utenti, le donne sono solo il 48%. In Italia, dunque, sembra proprio che Internet sia femmina.

Se l’utilizzo di Internet è forse il dato del report che cattura maggiormente l’attenzione di analisti e osservatori, la ricerca dell’Ofcom riserva però altri risultati interessanti per quanto riguarda il Bel Paese. In Italia, infatti, si registra la più alta percentuale di famiglie che hanno sostituito la linea fissa con il telefono cellulare: 37 famiglie italiane su 100 hanno detto addio al classico telefono di casa. E se da più parti non si manca mai di sottolineare che la concorrenza nel settore delle TLC in Italia non sia pienamente sviluppata, il report dell’Ofcom rileva che nel Bel Paese i cittadini possono godere delle offerte più convenienti per quanto riguarda i cosiddetti pacchetti integrati: Internet, pay TV, fonia.

L’unico primato in negativo che emerge dalla ricerca riguarda gli investimenti pubblicitari che le aziende riservano per Internet: secondo l’Ofcom, infatti, solo il 3% degli investimenti finisce sul web, mentre il grosso delle pubblicità rimane destinato ai media tradizionali e alla televisione in particolare.

[Fonte: Webmasterpoint]

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venerdì 21 novembre 2008

Un router davvero particolare

Il designer Franco Marino Cagnina ha ideato Livebox, un router dal design veramente innovativo che incorpora wireless internet, Voice over IP, telefono e collegamento ADSL, il tutto racchiuso nelle eleganti forme di un vaso di fiori.
Ulteriori informazioni...»

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giovedì 6 novembre 2008

Linee guida WCAG 2.0 per l'accessibilità del web in dirittura d'arrivo

Cambridge - Prendono ufficialmente vita le WCAG 2.0: ovvero la seconda attesissima versione delle linee guida sull'accessibilità per il Web. L'annuncio lo ha dato lunedì scorso il World Wide Web Consortium dal proprio sito: pubblicazione definitiva entro la fine del 2008 e stato di "Proposed Recommendation" per l'ultima versione.

Il travaglio è stato lunghissimo: la prima bozza di queste nuove linee guida risale addirittura agli inizi del 2001. Le WCAG, fin dalla loro prima versione, hanno lo scopo di creare un Web mondiale realmente accessibile per qualsiasi fascia di utenza. Solo in Italia, per esempio, gli utenti di Internet affetti da una qualche disabilità sono stimati fra i 500 ai 650 mila. Ma il numero è in costante crescita ed esclude quell'ampia fascia di individui non propriamente disabili ma che godrebbe comunque di grandi vantaggi dall'uso di siti accessibili (persone con difficoltà di vista, con difficoltà a concentrarsi, facili a stancare gli occhi, anziani e così via).

Ma quali sono le novità delle nuove WCAG? A una prima analisi si capisce subito come il primo obiettivo del gruppo di lavoro del W3C non sia stato tanto quello di rivoluzionare le precedenti norme, quanto piuttosto quello di renderle interoperabili e completamente indipendenti dalla tecnologia utilizzata. In sostanza: non importa che il Web sia fatto di Firefox, IE, HTML, XHTML, Javascript o una qualsiasi altra tecnologia presente o futura, l'importante è che sia accessibile e che tale accessibilità sia misurabile senza troppe ambiguità.

Un tale livello di astrazione dalla tecnologia, però, porta ovviamente con sé non poche difficoltà. Soprattutto di sintesi e quindi di messa in pratica delle linee guida stesse.

Infatti, se leggendo le WCAG 1.0 anche un semplice webmaster aveva un'idea tecnica generale di come sviluppare le proprie pagine web, per fare lo stesso con le WCAG 2.0 dovrà consultare precisi ma molto prolissi documenti correlati. Di contro, con le nuove linee guida sarà possibile un livello di precisione maggiore, e una maggiore compatibilità.

Articolo completo

[Fonte: Punto Informatico]

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martedì 4 novembre 2008

Google Street View Italia

Google Street view è finalmente disponibile anche in Italia.
E' possibile planare sulle principali città italiane e camminare per il centro, guardando il panorama a 360° con gli occhi di chi, quelle strade, le percorre ogni giorno.
Per ora sono disponibili immagini di Roma, Firenze, Milano e del Lago di Como.
Pronti per un tour?

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martedì 28 ottobre 2008

Google Health accessibile

Grazie a un programmatore non vedente, ora è possibile usufruire di una versione accessibile di Google Health.

Un'applicazione Web dedicata al mondo della salute non poteva certamente non prendere in considerazione le particolari necessità di navigazione delle persone non vedenti.

Google Health Accessible nasce grazie al prezioso lavoro del ricercatore non vedente T.V. Raman basandosi sulle note raccomandazioni del W3Consortium WAI-ARIA.

Per avvantaggiarsi completamente dei servizi di Google Health Accessible viene attualmente consigliato l'utilizzo di Firefox 3.0 oltre ad uno screenreader che supporta le wai-aria.

[Fonte: Scacco al Web]

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lunedì 29 settembre 2008

Internet e lavoro: sempre connessi non esistono orari. Ma stress e stanchezza in forte aumento.

L’istituto di ricerca Pew ha condotto un’indagine su 2.134 lavoratori americani tra marzo e aprile 2008, lavoratori che la stessa Pew Internet & American Life Project definisce "Wired and Ready", ovvero collegati alla Rete e sempre disponibili. Lo studio si intitola "Networked Workers" e secondo i dati il 60% dei collett bianchi statunitensi fa parte di questa categoria, cioè dei lavoratori sempre connessi.

Il 93% del campione preso in esame possiede un cellulare, l’85% un PC desktop, il 61% un portatile, il 27% uno smartphone. Secondo gli intervistati, la tecnologia ha portato sicuramente dei benefici al loro lavoro e alla loro vita, soprattutto in termini di produttività e di condivisione di progetti con colleghi e superiori.

Ma c’è un preoccupante risvolto della medaglia: l’uso massiccio delle tecnologie e l’essere sempre connessi e reperibili hanno fatto aumentare sensibilmente i livelli di stress. Il 49% degli impiegati, infatti, dichiara che ora spesso riceve richieste di svolgere una quantità di lavoro superiore alla norma: richiesta che comporta il portarsi il lavoro anche a casa, persino nei week-end e addirittura durante le vacanze. E anche nella vita privata i networked workers fanno uso di tecnologie: il 62% possiede una email personale, il 18% usa una chat, il 10% utilizza i siti di social networking.

Se, quindi, da una parte le nuove tecnologie, Internet e compagnia bella stanno consentendo di migliorare le proprie prestazioni sul lavoro, con benefici che possono portare ad avanzamenti di carriera e di stipendi, dall’altra si affaccia il rischio di ammalarsi per il troppo stress. Con la conseguenza, paradossale, che ciò che doveva servire di supporto al proprio lavoro, finisca per rivelarsi un’arma puntata contro se stessi. In medio stat virtus, dicevano gli antichi.

[Fonte: Webmasterpoint]

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lunedì 22 settembre 2008

The Human Network Effect

logo di The Human Network EffectOggi parte, dalle 11 in diretta, The Human Network Effect: 5 giorni di diretta in streaming via web la vita quotidiana di 5 ragazzi che hanno passioni diverse e vivono in contesti e aree geografiche differenti, che faranno cose divertenti e serie, che sveleranno i trucchi della rete, che discuteranno con il mondo degli internauti di argomenti sociali e personali.
Il tutto all'interno di una casa costruita secondo i principi della bio-architettura e della domotica, ecologicamente compatibile, a zero emissioni di anidride carbonica e alimentata da fonti di energia rinnovabili.

[Fonte: Codice Internet]

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mercoledì 17 settembre 2008

Il porno superato dal Social Networking

Praticamente dall'avvento di Internet, il porno online ha rappresentato una delle più grandi attrazioni del web. Oggi però sembra esserci in atto un cambio di tendenza, clamoroso anche se per certi versi prevedibile: accade infatti che i siti di social networking stiano guadagnando fette di attenzione a livelli esponenziali, scalando rapidamente tutte le classifiche di traffico per tipologia di contenuto.

C’è anche chi, come il guru delle ricerche online Bill Tancer nel suo nuovo libro intitolato "Click: What Millions of People Are Doing Online" sostiene che il principale cambiamento nelle abitudini dei navigatori consista proprio nella caduta di interesse per la pornografia online e per i siti di intrattenimento per adulti.

Addirittura, scrive Tancer nel suo libro, il traffico sui siti porno rappresenterebbe oggi il
10 per cento del totale ricerche effettuate, all'incirca la metà rispetto a un decennio fa. A occupare lo spazio lasciato vacante dal porno, conclude l’autore, sarebbero appunto i 5 servizi più noti nel campo del social networking.

E' importante sottolineare, però, il fatto che i siti per adulti si stiano evolvendo verso formule già rodate ed efficaci, simili a quelle che hanno portato al successo di servizi come MySpace e Youtube.

Che sia quindi tutto dovuto a una naturale trasformazione del web verso nuove forme di comunicazione?

[Fonte: MyTech]

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