Geolocalizzazione e accessibilità: alcuni spunti di riflessione

Vi proponiamo un interessante post tratto dal blog italiano di Foursquare.
Tra i recenti temi caldi riguardanti la geolocalizzazione e i suoi tools, rientra indubbiamente il rapporto tra utenti, città e servizi
Sul nostro blog si è già accennato per esempio alle PA più attente, come la Provincia di Ferrara e la Regione Toscana, che qualche tempo fa hanno inaugurato le loro Brand Page su Foursquare, offrendo così a turisti e cittadini una nuova risorsa per ottenere indicazioni e informazioni utili sul territorio da visitare o da riscoprire. 
Così come, più recentemente, si è rivolta maggiore attenzione all’utilizzo delle Liste, anch’esse utili a scovare nuove opportunità in città. In meno occasioni invece si è dato spazio alla relazione tra lo spazio urbano, dal piccolo comune alla città capoluogo di provincia, e la sua accessibilità

Com’è noto l’Italia non è certo un paese all’avanguardia per i servizi legati alle sue infrastrutture, e sono sempre tanti gli articoli e le inchieste di denuncia su questo tema: autobus sprovvisti delle pedane per far accedere disabili in carrozzina, marciapiedi stretti, fuori norma o inesistenti, stazioni metropolitane ostili e poco accessibili.
A questo punto vi chiederete, cosa c’entra Foursquare o la geolocalizzazione in genere con questo tema?
C’entra e come. Ma andiamo con calma. Anzi andiamo subito al dunque. 
Comunipertutti.it è un progetto ideato, realizzato e promosso dalla Cooperativa Indipendent L. di Merano pensato per migliorare l’accessibilità dello spazio urbano attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti nelle città. In seguito a una prima analisi professionale dell’accessibilità del territorio, Comunipertutti.it realizza una mappa grazie alla quale rende visibili i punti critici, corredata da eventuali fotografie.
I primi progetti pilota sono stati realizzati nei comuni Merano, Campo Tures e Silandro e una mappatura completa è disponibile anche per la città di Bolzano. 
Come è possibile leggere sul sito di Comunipertutti.it, l’idea è quella di non fermarsi solo al monitoraggio e all’analisi del territorio: Obiettivo del progetto è l’individuazione sistematica di tutte le barriere architettoniche sia per disabili fisici che sensoriali e la conseguente elaborazione di specifiche proposte di miglioramento che consentano ai Comuni di effettuare graduali adattamenti e ammodernamenti per abbattere le barriere architettoniche. 
Non solo analisi dunque, ma anche proposte operative, consigli… ovvero tips. Il passaggio a questo punto lo avrete già fatto anche voi. 
L’idea del suggerimento e del consiglio è parte integrante della filosofia che sta alla base di social network come Foursquare e di molte applicazioni ad esso correlate (abbiamo già visto come i consigli in tempo reale siano l’elemento fondante di Localmind). Ed è noto altresì lo sviluppo di processi legati al crowdsourcing, grazie al quale progetti impensabili o semplicemente difficili da realizzare trovano vita grazie alla partecipazione di molti. 
A questo punto la domanda sorge spontanea: è così difficile immaginare città realmente accessibili anche in Italia? 
E’ assurdo pensare alla nascita di tanti progetti come Comunipertutti.it, grazie anche al contributo di social network come Foursquare e di mobile apps ad esso connesse? Io non credo. E voi? 
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